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Prospero di Aquitania.

07-07

San Prospero (Prosper Tiro), “lo Sradicatore delle eresie”, come lo chiama San Fotios (6 febbraio), nacque in Aquitania intorno all’anno 390. Fu un rinomato teologo laico, sebbene si conoscano pochi dettagli della sua vita.

Conosciamo San Prospero soprattutto dai suoi scritti. Un autore contemporaneo lo descrisse come “un uomo santo e venerabile”. Molti degli scritti di San Prospero riecheggiano l’insegnamento di Sant’Agostino (15 giugno) sulla grazia. Come Sant’Agostino, anche San Prospero fu avversario dell’eresia pelagiana. Questo uomo sapiente sembra aver trascorso la sua vita immerso in controversie con gli eretici. Per i semipelagiani in particolare, San Prospero fu uno dei più temibili avversari.

In San Prospero, la scienza era unita alla virtù. È evidente che si dedicò alla letteratura, e in particolare all’acquisizione della conoscenza della Sacra Scrittura. Non era meno esperto nelle scienze umane di quanto lo fosse in teologia. Eccelleva particolarmente in matematica, astronomia e cronologia. La sua grande erudizione e santità lo resero ben noto in tutta la Chiesa.

San Prospero è stato talvolta identificato, erroneamente, con San Paolino di Reggio (25 giugno), che era vescovo. Tutto ciò che sappiamo di lui ci porta a credere che San Prospero non fosse vescovo, né nemmeno presbitero. In una poesia alla moglie egli scrisse: “Rialzami di nuovo se cado; correggiti se ti indico qualche difetto. Non ci sia mai sufficiente essere un solo corpo, siamo anche un’anima sola”. Entro il 428, San Prospero persuase la moglie a farsi monaca, ed egli entrò in un monastero a Marsiglia. Quando San Leone il Grande fu scelto come Vescovo di Roma nel 440, lo fece venire per farlo suo segretario. Molti storici ritengono che l’ammirabile trattato “Sull’Incarnazione del Verbo”, attribuito a San Leone, sia in realtà opera di San Prospero. È possibile, tuttavia, che San Leone lo abbia rielaborato nel suo proprio stile.

San Prospero si addormentò nel Signore a Roma, qualche tempo dopo il 455.

L’icona di San Prospero lo raffigura mentre tiene in mano un rotolo su cui si legge: “La Fede Ortodossa sottomette il mostro dell’eresia”.