Andrea di Creta
San Andrea, arcivescovo di Creta, nacque nella città di Damasco da una pia famiglia cristiana. Fino all’età di sette anni il bambino era muto e non parlava. Tuttavia, dopo essersi comunicato ai Santi Misteri di Cristo ricevette il dono della parola e cominciò a parlare. E da quel momento il ragazzo iniziò ad applicarsi con impegno allo studio della Sacra Scrittura e della disciplina della teologia.
All’età di quattordici anni si recò a Gerusalemme e là ricevette la tonsura monastica nel monastero di San Savva il Santificato. Sant’Andrea condusse una vita rigorosa e casta, era mite e temperante, al punto che tutti si stupivano della sua virtù e della sua capacità di ragionamento. Uomo di talento e noto per la sua vita virtuosa, col passare del tempo fu annoverato tra il clero di Gerusalemme e fu nominato segretario del Patriarcato, cioè scriba. Nell’anno 680 il locum tenens del Patriarcato di Gerusalemme, Teodoro, incluse l’arcidiacono Andrea tra i rappresentanti della Città Santa inviati al Sesto Concilio Ecumenico, e qui il santo combatté contro gli insegnamenti eretici, facendo affidamento sulla sua profonda conoscenza della dottrina ortodossa. Subito dopo il Concilio egli fu richiamato da Gerusalemme a Costantinopoli e fu nominato arcidiacono presso la chiesa di Hagia Sophia, la Sapienza di Dio. Durante il regno dell’imperatore Giustiniano II (685-695) sant’Andrea fu ordinato vescovo della città di Gortineia, nell’isola di Creta. Nel suo nuovo incarico egli risplendette come un vero luminare della Chiesa, un grande ierarca — teologo, maestro e innografo.
Sant’Andrea compose molti scritti ispirati, tra cui il Grande Canone di Penitenza che viene cantato dal lunedì al giovedì della prima settimana di Quaresima, dopo l’inizio abituale della Compieta e dopo il Salmo 69/70. Nell’uso greco attuale il Grande Canone inizia dopo la Dossologia. Il Grande Canone di Penitenza comprende 250 tropari all’interno delle sue 9 odi. Prima di ogni tropario del Canone, facciamo il Segno della Croce e un inchino e cantiamo: «Abbi misericordia di me, o Dio, abbi misericordia di me». Nel giovedì della quinta settimana il Grande Canone viene cantato ininterrottamente nella sua interezza. Dopo il Salmo 90/91 «Dio è con noi», esso viene letto semplicemente e senza melodia (al di fuori della Grande Quaresima). Durante la Quaresima, invece, i versetti vengono cantati lentamente dal coro con il ritornello «Perché Dio è con noi» dopo ciascun versetto. 1
Sant’Andrea ha composto anche il Canone per la festa della Natività di Cristo, tre odi per la Compieta della Domenica delle Palme, e anche per i primi quattro giorni della Settimana di Passione, così come stichirà per la festa dell’Incontro del Signore, e molti altri inni ecclesiastici. La sua eredità innografica fu continuata da altri grandi compositori dei secoli successivi: i santi Giovanni di Damasco (4 dicembre), Cosma di Maiuma (12 ottobre), Giuseppe l’Innografo (4 aprile), Theophánēs il Marchiato (11 ottobre), ecc.
Gli storici della Chiesa non sono concordi riguardo alla data della morte del santo. Alcuni indicano l’anno 712, mentre altri — l’anno 726. Egli morì nell’isola di Mytilene, mentre tornava a Creta da Costantinopoli, dove si era recato per affari ecclesiastici. Le sue reliquie furono trasferite a Costantinopoli. Nell’anno 1350 il pio pellegrino russo Stefano di Novgorod vide le reliquie nel monastero costantinopolitano intitolato a sant’Andrea di Creta.
1 Per ulteriori informazioni si veda The Lenten Triodion di Madre Mary e dell’Archimandrita Kállistos Ware.



