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Giorgio il Teoforo. - immagine

Giorgio il Teoforo.

07-03

San Giorgio il Teoforo e Recluso faticò nelle Montagne Nere vicino ad Antiochia in un’epoca in cui le chiese e i monasteri lì fiorivano. Cristiani ortodossi da molte parti del mondo venivano ad insediarsi lì, e di conseguenza spesso sorgevano tensioni tra monaci di diverse nazionalità. Per rimanere distaccato dai conflitti, padre Giorgio trovò rifugio in una fenditura inespugnabile di un monte molto alto. Per questo motivo è chiamato anche San Giorgio il Recluso.

Ciononostante, i monaci delle Montagne Nere erano ben consapevoli della pia vita condotta da Giorgio il Recluso. Il venerabile Giorgio del Monte Santo si mise in viaggio verso le Montagne Nere alla ricerca di una guida spirituale e, dopo aver pregato in ogni singolo monastero, infine chiese a San Giorgio il Recluso, «un uomo innocente come una colomba», di ricoprire questo ruolo.

Giorgio il Recluso accolse il giovane asceta e gli trovò una dimora nel monastero. Il suo discepolo rimase con lui per tre anni, conducendo la più rigorosa vita ascetica, finché infine Giorgio il Recluso lo rivestì dello schema e «lo perfezionò nella vita monastica».

Poi, dopo averlo inviato in pellegrinaggio a Gerusalemme, lo benedisse affinché si stabilisse nuovamente nel monastero di Ivḗron sul Monte Athos e continuasse la santa opera di sant’Ekvtime del Monte Athos.

Giorgio tornò al Monte Santo ma, invece di tradurre libri come il suo padre spirituale gli aveva consigliato, compì altre obbedienze per sette anni. Quando San Giorgio il Recluso lo seppe, mandò il suo discepolo Teodoro al Monte Athos per rimproverarlo e ricordargli che era stato mandato lì per tradurre testi teologici dal greco alla lingua georgiana. Questa volta Giorgio del Monte Santo obbedì umilmente alla volontà del suo maestro.

Quando non si trovava con Giorgio del Monte Santo, San Giorgio il Recluso si confinava in stretta solitudine e, come il suo figlio spirituale, dedicava gran parte del suo tempo all’attività letteraria. Era in stretto rapporto con gli scrittori di Ivḗron e di altri monasteri georgiani, e incoraggiava il suo figlio spirituale a proseguire la sua fatica di tradurre la letteratura teologica ortodossa.

San Giorgio il Recluso copiò le traduzioni di Davit Mtbevari della Vita di Marta (la madre di Simeone della Montagna Meravigliosa) e della Vita di San Barlaam (della zona siro-caucasica). Quando Giorgio venne a sapere che non esistevano copie di queste Vite sul Monte Athos, trascrisse i testi e li inviò agli athoniti.

San Giorgio il Teoforo e Recluso si addormentò nel Signore nel 1068, dopo la morte del suo venerabile discepolo, San Giorgio del Monte Santo.