Gerasimo il nuovo di Carpenisio
C’era un giovane del villaggio di Megalo Chorio presso Karpenesi (Karpenḗsi) il cui nome era Giorgio. All’età di undici anni andò a Costantinopoli e visse con un parente che era droghiere.
Un giorno portava sulla testa un vassoio di rame con dello yogurt in vasi di terracotta. All’improvviso scivolò, fece cadere il vassoio con i recipienti, e tutto si ruppe. Mentre stava piangendo in mezzo alla strada, una donna musulmana lo vide dalla finestra e lo condusse in casa sua, mostrando compassione e consolandolo.
Mentre Giorgio si trovava in casa, il marito della donna stava preparando i suoi due figli per la circoncisione. In segno di riconoscenza per la loro ospitalità, Giorgio acconsentì a essere circonciso anche lui, quando il marito glielo propose. L’uomo accettò di adottare Giorgio e promise di lasciargli visitare la sua casa precedente ogni volta che lo desiderasse.
Così Giorgio divenne musulmano e rimase in quella casa per due anni. Poi il marito cominciò a sospettare dell’attrazione di sua moglie per Giorgio. Perciò lo affidò a un funzionario musulmano e Giorgio lo accompagnò in Bulgaria e in Bosnia, per poi tornare a Costantinopoli.
Dopo un po’, Giorgio si pentì del suo peccato di apostasia e tornò al suo villaggio di Megalo Chorio. Vi rimase per tre anni, partecipando fedelmente alle funzioni della Chiesa. Quando seppe che un monaco di nome Gerasimos (Gerásimos) stava tornando al Santo Monte, Giorgio decise di andare con lui. Là Giorgio si recò allo skete di San Panteleimon, dove l’anziano Cirillo accettò di diventare il suo padre spirituale.
L’anziano di Giorgio gli insegnò a pregare correttamente e gli diede una Regola da seguire, che includeva la lettura del Nuovo Martirologio di San Nicodemo l’Agioreita. Un anno dopo, Giorgio fu tonsurato con il nome monastico di Gerasimos. Tre anni più tardi, padre Gerasimos chiese la benedizione del suo anziano per divenire martire. L’anziano gli disse che la sua richiesta era prematura. Passarono altri tre anni, e padre Gerasimos trascorse il suo tempo visitando diversi monasteri dell’Athos.
Allora Gerasimos chiese la benedizione dell’anziano per visitare sua madre e gli altri parenti. Questa gli fu concessa. Ma invece di tornare a Megalo Chorio, andò a Costantinopoli, a casa del suo patrigno musulmano. Là lo affrontò, dicendo che quando era giovane e ingenuo era stato raggirato per essere circonciso.
Il Santo disse: «Ora sono giunto all’età adulta e posso distinguere la luce dalle tenebre. Confesso di essere nato cristiano ortodosso e morirò come cristiano ortodosso».
L’uomo rimase sbalordito da queste parole, ma nascose la sua collera, adulando Gerasimos e trattenendolo in casa sua per tre giorni. Cercò di offrirgli ricchezze e altre cose, ma Gerasimos rimase saldo nella fede ortodossa.
Il suo patrigno musulmano gli disse di andare ad abitare altrove, ma di fingere di essere musulmano finché non avesse lasciato la città, perché altrimenti la sua vita sarebbe stata in pericolo. «Sei stato mio figlio», disse, «mi dispiace per te e non voglio che tu muoia».
Allora il Martire dichiarò che non gli era possibile fare ciò. Invece, avrebbe proclamato pubblicamente la sua fede cristiana. Gerasimos fu consegnato ai funzionari musulmani, che lo picchiarono con fruste, ma il Santo glorificava Dio e ingiuriava i suoi torturatori.
Il Martire fu gettato in prigione, dove i tormenti continuarono per parecchi giorni. San Gerasimos fu condannato a morte, e anche mentre veniva condotto al luogo dell’esecuzione, cercarono ancora di convincerlo a rinnegare Cristo. Quando giunsero al luogo dell’esecuzione, il Martire si inginocchiò e si voltò deliberatamente verso est. Il boia se ne accorse e lo girò dall’altra parte. Allora San Gerasimos si rivolse di nuovo a oriente. Il boia si adirò così tanto che prese la spada e lo decapitò il 3 luglio 1812 a Baba Humai, a Costantinopoli. Aveva allora 25 anni.
Le reliquie del Santo furono dapprima sepolte sull’isola di Proti. In seguito furono trasferite al Santo Monastero di Prousos e da lì, nel 1971, alla maestosa chiesa che porta il suo nome nel villaggio di Megalo Chorio.
Il cranio e le braccia del Santo si trovano nel Monastero di Prousos in Evritania. Il resto delle sue reliquie si trova nella chiesa di Megalo Chorio, in Evritania. Tre vertebre si trovano nella chiesa cattedrale dello skete di Koutloumousiou sul Monte Athos.



