Nicodemo igumeno di Koze lake
San Nicodemo del lago Kozhe (nel mondo Niketas) nacque nel villaggio di Ivankovo presso Rostov, in una famiglia di contadini. Quando era ancora giovane e lavorava con suo padre nei campi, sentì qualcuno chiamare: “Nicodemo! Nicodemo!”, indicando così il suo futuro stato monastico.
Dopo la morte dei genitori apprese il mestiere di fabbro a Yaroslavl e poi si recò a Mosca. Una volta, passando per Kulishki, Niketas si fermò alla capanna dello stolto in Cristo Elia, il quale, vedendolo, gridò: “È arrivato l’asceta di Khuzyugsk.” Queste parole fecero grande impressione su Niketas, ed egli le percepì come una chiamata alla vita monastica.
Dopo aver dato via tutto ciò che possedeva, andò dall’archimandrita Pafnuzio del monastero Chudov (Miracolo dell’Arcangelo Michele), chiedendo di essere accolto tra i fratelli.
In questo monastero fu tonsurato con il nome di Nicodemo. Per undici anni san Nicodemo fu di esempio per i fratelli in umiltà, obbedienza, distacco dai beni materiali e amore fraterno. Nel 1602 l’igumeno del monastero, Pafnuzio, fu fatto metropolita di Sarsk, ed egli portò con sé Nicodemo. Ma il santo desiderava una vita solitaria e ascetica. Un anno dopo, con la benedizione del metropolita, viaggiò verso il nord ed entrò dapprima nel monastero cenobitico del lago Kozhe, nel quale trascorse un anno e mezzo.
Il suo desiderio di solitudine lo condusse al ruscello Khuzyuga, a cinque verste dal monastero del lago Kozhe. Là, in un folto bosco, costruì una piccola cella e vi visse senza uscirne per trentacinque anni, a imitazione di san Paolo di Tebe (15 gennaio).
San Nicodemo compiva la sua Regola di preghiera per il mondo in totale quiete, lontano dal mondo. Condivideva con i fratelli del monastero i frutti del suo lavoro, così come il pesce, che amava pescare. I cervi selvatici giravano attorno alla sua eremitaggio senza timore. San Nicodemo trascorreva la notte in preghiera, e solo occasionalmente si permetteva di dormire stando seduto.
Attraverso le sue aspre fatiche conseguì un alto grado di perfezione spirituale, acquisendo il dono delle lacrime e della preghiera incessante. Dio gli concesse anche la chiaroveggenza e il potere di guarire i malati.
Una volta apparvero a san Nicodemo due uomini ragganti: san Alessio, metropolita di Mosca (12 febbraio), e san Dionisio, archimandrita della Santa Trinità Sergiev Lavra (12 maggio), in veste angelica (monastica). Essi gli dissero che sarebbe partito verso il Signore entro quaranta giorni, il 3 luglio 1640.
Le reliquie di san Nicodemo riposano sotto una cripta nella chiesa della Teofania del monastero del lago Kozhe. La Vita del santo fu scritta dal suo discepolo, l’ieromonaco Giacomo.


