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Potito m.

07-01

Il santo Martire Potito soffrì sotto l’imperatore Antonino Pio (regnò dal 138 al 161). Essendosi fatto familiare con l’insegnamento cristiano, il giovane Potito credette nel vero Dio e ricevette il santo Battesimo all’età di tredici anni. Quando lo seppe, suo padre pagano ne fu estremamente turbato e cercò, dapprima con dolcezze e poi con minacce, di distogliere il figlio dalla sua fede in Cristo Salvatore, ma i suoi sforzi furono vani. Colpito dalla fermezza della fede del ragazzo, anche il padre giunse a credere nel Figlio di Dio e divenne a sua volta cristiano.

San Potito viaggiò attraverso molte terre predicando Cristo e, con la potenza di Dio, compì miracolose meraviglie.

Nella regione dell’Epiro viveva la nobile donna Kyriake, moglie di un senatore; era afflitta dalla lebbra. Avendo sentito parlare di San Potito, lo fece chiamare e gli chiese di guarirla. Il santo dichiarò che, se avesse creduto in Cristo, sarebbe stata guarita. La donna ricevette il santo Battesimo e fu immediatamente sanata. Vedendo un tale miracolo, suo marito e tutta la loro casa credettero in Cristo e furono anch’essi battezzati.

Dopo questo, il santo si stabilì sul Monte Gargano e visse in solitudine, tra gli animali. Lì fu trovato dai servi dell’imperatore Antonino, la cui figlia era posseduta da un demonio. Attraverso le labbra della fanciulla, il diavolo disse che sarebbe uscito da lei solo se fosse venuto Potito. Condussero il santo giovane dall’imperatore, e attraverso le preghiere di San Potito il demonio lasciò la ragazza. Ma invece di mostrarsi riconoscente, l’imperatore trattò il santo con una crudeltà disumana. Per la sua ferma confessione della fede in Cristo Salvatore, e per il suo rifiuto di offrire sacrifici agli dèi pagani, ai quali l’imperatore attribuiva la guarigione di sua figlia, egli ordinò che fosse strappata la lingua del santo e che gli fossero cavati gli occhi. Dopo lunghi tormenti, alla fine San Potito fu decapitato.