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San Paisio il Grande e Teoforo - immagine

San Paisio il Grande e Teoforo

06-19

San Paisio il Grande visse in Egitto. I suoi genitori, cristiani, distribuivano generose elemosine a tutti i bisognosi.

Dopo la morte del marito, sua madre, su suggerimento di un angelo, affidò il suo giovane figlio Paisio al clero della chiesa.

Il giovane Paisio amava la vita monastica e trascorse il suo tempo in uno degli skiti egiziani. Rinunciando alla propria volontà, visse sotto la guida spirituale di sant’Pambo (18 luglio), portando a termine tutti i compiti che gli venivano assegnati. L’anziano diceva che un nuovo monaco, in particolare, ha bisogno di custodire la vista, per proteggere i sensi dalla tentazione. Paisio, prestando ascolto a questa istruzione, per tre anni camminò con gli occhi rivolti verso il basso. Il santo asceta leggeva libri spirituali, ed era noto per il suo aspro digiuno e la preghiera. All’inizio non mangiava alcun cibo per una settimana, poi per due settimane. Talvolta, dopo aver partecipato ai Santi Misteri di Cristo, restava senza cibo per settanta giorni.

San Paisio si addentrò nel deserto di Nitria in cerca di solitudine. Là visse in una grotta scavata con le proprie mani. Al santo fu concessa una visione meravigliosa: il Signore Gesù Cristo gli rivelò che, grazie alle sue fatiche, il deserto di Nitria sarebbe stato abitato da asceti. Egli chiese al Signore dove i monaci avrebbero ottenuto in quel deserto le cose necessarie alla vita. Il Signore disse che, se avessero adempiuto a tutti i Suoi comandamenti, Egli stesso avrebbe provveduto a tutte le loro necessità, e li avrebbe liberati dalle tentazioni e dalle astuzie demoniache.

Col tempo, attorno a san Paisio si radunò un numero di monaci e di laici, e fu fondato un monastero. La regola più importante di san Paisio era che nessuno facesse nulla secondo la propria volontà, ma che in ogni cosa si adempisse la volontà dei propri anziani.

Poiché la sua tranquillità era turbata da così tante persone, il santo si ritirò in un’altra grotta, più lontana. Una volta fu trasportato in un monastero paradisiaco e prese parte al cibo divino immateriale. Dopo le sue fatiche ascetiche per la salvezza, il Signore concesse al Suo santo il dono della prescienza e della guarigione delle anime degli uomini.

Uno dei suoi discepoli, con la benedizione del santo, andò a vendere i suoi lavori artigianali in Egitto. Lungo la strada incontrò un Ebreo, che disse al monaco semplice di mente che Cristo Salvatore non è il Messia, e che sarebbe venuto un altro Messia. Confuso, il monaco disse: «Forse ciò che dici è vero», ma non attribuì alle sue parole un significato particolare. Quando tornò, vide che san Paisio non riconosceva il suo arrivo, e chiese il motivo della sua collera. Il santo disse: «Il mio discepolo era un cristiano. Tu non sei un cristiano, perché la grazia del Battesimo si è allontanata da te». Il monaco si pentì con lacrime, e supplicò che il suo peccato fosse perdonato. Solo allora il santo anziano pregò e chiese al Signore di perdonare il monaco.

Un certo monaco, di propria iniziativa, lasciò il deserto e si trasferì vicino a una città. Là ebbe incontri con una donna che odiava e bestemmiava Cristo Salvatore. Sotto la sua influenza, non solo lasciò il monastero, ma disprezzò anche la fede in Cristo, e alla fine giunse a uno stato di totale incredulità.

Una volta, per la benedetta Provvidenza di Dio, dei monaci di Nitria passarono davanti alla sua casa. Vedendoli, il peccatore ricordò la sua vita precedente e chiese ai monaci di chiedere a san Paisio di pregare per lui il Signore. Udito questo richiesta, il santo pregò con fervore, e la sua preghiera fu esaudita. Il Signore, apparendo al Suo santo, promise di perdonare il peccatore. Ben presto la donna compagna del monaco sedotto morì, ed egli tornò nel deserto dove, piangendo e afflitto per i suoi peccati, cominciò a faticare in opere di pentimento.

San Paisio si distinse per la sua grande umiltà, e compì fatiche ascetiche di digiuno e di preghiera, ma le nascondeva agli altri per quanto possibile. Quando i monaci chiesero quale virtù fosse la più elevata di tutte, il santo rispose: «Quelle che sono compiute in segreto, e delle quali nessuno è a conoscenza».

San Paisio morì nel V secolo in età molto avanzata, e fu sepolto dai monaci. Dopo qualche tempo le sue reliquie furono trasferite da sant’Isidoro di Pelusio (4 febbraio) nel suo monastero e poste accanto alle reliquie del suo amico san Paolo, con il quale san Paisio era particolarmente legato durante la vita.