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16.San Ticone il Taumaturgo, vescovo

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San Ticone, vescovo di Amathus, nacque nella città di Amathus sull’isola di Cipro. I suoi genitori crebbero il figlio nella pietà cristiana e gli insegnarono la lettura dei libri sacri. Si dice che il dono della taumaturgia si sia manifestato in san Ticone in età piuttosto giovane.

Suo padre era proprietario di un forno, e ogni volta che lasciava il figlio solo nel negozio, il santo giovane dava il pane gratuitamente a chi era nel bisogno. Venutolo a sapere, suo padre si adirò, ma il figlio disse di aver letto nelle Scritture che, dando a Dio, si riceve cento volte tanto in cambio. «Io», disse il giovane, «ho dato a Dio il pane che è stato preso», e persuase il padre ad andare nel luogo dove era immagazzinato il grano. Con stupore il padre vide che il granaio, prima vuoto, ora era colmo fino a traboccare di frumento. Da quel momento il padre non impedì più al figlio di distribuire il pane ai poveri.

Un certo giardiniere portò i tralci secchi delle viti dalla vigna. San Ticone li raccolse, li piantò nel suo giardino e supplicò il Signore che quei rami potessero mettere radici e dare frutto per la salute delle persone. Il Signore lo fece, per la fede del santo giovane. I rami misero radici, e il loro frutto aveva un sapore particolare e molto gradevole. Esso fu usato durante la vita del santo e dopo la sua morte per fare il vino per il Mistero della Santa Eucaristia.

Il pio giovane fu accolto nel clero della chiesa e fu fatto lettore. Più tardi, Mnemonios, vescovo di Amathus, lo ordinò diacono. Dopo la morte del vescovo Mnemonios, san Ticone fu scelto per unanime consenso come vescovo di Amathus. San Epifanio, vescovo di Cipro (12 maggio), presiedette al servizio.

San Ticone si adoperò con zelo per estirpare i residui del paganesimo a Cipro; distrusse un tempio pagano e diffuse la Fede cristiana. Il santo vescovo era generoso, le sue porte erano aperte a tutti, ed egli ascoltava e adempiva con amore la richiesta di ogni persona che si recava da lui. Non temendo minacce né torture, confessò con fermezza e senza paura la propria fede davanti ai pagani.

Nell’ufficio di san Ticone si afferma che egli previde il momento della propria morte, che avvenne nell’anno 425.

Il nome di san Ticone di Amathus fu grandemente onorato in Russia. Furono costruite chiese dedicate al santo a Mosca, a Nižnij Novgorod, a Kazan’ e in altre città. Ma egli fu particolarmente venerato nella diocesi di Voronež, dove vi furono tre arcivescovi di seguito che condividevano il nome con il santo ierarca di Amathus: san Ticone I (Sokolov) (+ 13 agosto 1783), Ticone II (Jakubovskij, fino al 1785) e Ticone III (Malinin, fino al 1788).