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Apollonio.

05-31

Il venerabile Apollonios era figlio di pii genitori, Aisi e Amani. Secondo una versione, egli aveva un fratello maggiore, monaco, morto prima della sua nascita, che gli apparve in sogno. Secondo altre fonti, i suoi genitori erano senza figli prima della nascita di Apollonios.

All’età di quindici anni, il Santo si ritirò nel deserto interno della Thebaïd (nell’Alto Egitto), insieme al suo parente Abib. Dopo quattordici anni di vita solitaria, a sant’Apollonios fu concessa una Rivelazione Divina. Una Voce disse: «Apollonios, per le tue mani distruggerò la sapienza dei sapienti d’Egitto, e rimuoverò la loro conoscenza, che non è vera conoscenza. Tu abbatterai anche coloro che sono reputati i sapienti di Babel (la Babilonia d’Egitto), e tutto il loro servizio ai demoni (idolatria). Ora va’ in fretta nel deserto, nella regione che è vicina alle abitazioni degli uomini. Là tu genererai per me un popolo santo, che sarà esaltato dalle sue buone opere».

Ben presto egli divenne noto per la moltitudine di miracoli che compiva. Era a capo di molti monaci e li guidava proficuamente con le sue istruzioni spirituali.

Durante il regno di Giuliano l’Apostata, Dio comandò al Santo di andare nel deserto vicino agli uomini. In un luogo vicino a Hermopolis egli fondò un monastero nel quale in futuro si sarebbero raccolti circa cinquecento monaci. I fratelli del monastero si comunicavano ai Santi Misteri al mattino, e poi nel pomeriggio studiavano le Sacre Scritture. Solo dopo il tramonto mangiavano un po’ di cibo, e poi si inoltravano da soli nel deserto, «nelle tenebre della notte, dedicandosi alla contemplazione di Dio e della Sua Santa Parola», mentre alcuni dei monaci rimanevano nel monastero.

I monaci mangiavano cibo una sola volta al giorno. Apollonios condannava coloro che aderivano alle forme più dure di austerità – costoro non si tagliavano i capelli e portavano catene – considerando tali pratiche come un segno di vanità. Allo stesso tempo, lo stesso Apollonios era un rigoroso digiunatore: mangiava cibo bollito la domenica, e negli altri giorni si nutriva soltanto di piante selvatiche.

Una volta uno dei monaci fu reclutato a forza per il servizio militare e fu rinchiuso in prigione per essersi rifiutato di servire. Apollonios e alcuni altri monaci andarono a fargli visita in prigione. Lo confortarono e gli consigliarono di rimanere saldo. Quando il centurione lo seppe, si adirò molto e rinchiuse in prigione Apollonios e i suoi compagni, ponendo molti soldati di guardia. Tuttavia, un angelo del Signore apparve a mezzanotte, aprì le porte della prigione, e i monaci uscirono senza impedimento.

Vicino al monastero vi erano dieci insediamenti pagani. Sant’Apollonios fu una volta testimone di un rito pagano: sacerdoti degli idoli, accompagnati da una folla, portavano un idolo in giro per i villaggi, «infuriando come baccanti». Per le preghiere del Santo, gli idolatri furono fermati e non poterono continuare la processione. Avendo appreso la causa dell’accaduto, molti di loro seguirono Apollonios, e l’idolo fu distrutto. Dopo questo miracolo, molti pagani divennero cristiani, e alcuni di loro rimasero persino nel monastero. Ben presto quasi non vi erano più pagani nei dintorni del monastero.

Quando ci fu contesa tra due villaggi vicino al monastero, sant’Apollonios riuscì a convertire a Cristo un brigante (che può essere stato l’istigatore della lite), e così la pace fu ristabilita.

In un’altra occasione, Apollonios riuscì a impedire spargimento di sangue tra i villaggi cristiani e pagani, punendo il capo dei pagani con una morte terribile. Quando nella Thebaid sopraggiunse la carestia, Apollonios fornì cibo agli abitanti.

Sant’Apollonios si addormentò nel Signore in pace intorno all’anno 395, in età molto avanzata.

Molte delle informazioni su sant’Apollonios furono registrate nel capitolo 9 della Storia dei monaci d’Egitto di san Girolamo. L’autore aveva visitato Apollonios poco prima del suo trapasso, insieme ai suoi compagni. Essi dimorarono nel suo monastero per circa una settimana.

Sozomeno fornisce anche alcuni dettagli su Apollonios nel Libro VI, capitolo 29, della sua Storia Ecclesiastica, citando Timoteo, il primate della Chiesa di Alessandria, come fonte di ciò che sappiamo sulla disciplina personale di sant’Apollonios come pure sulle sue «opere divine e meravigliose». La Chiesa copta ha anche conservato un’antica testimonianza di sant’Apollonios in una descrizione del viaggio di Abba Paolo da Antinoë attraverso i monasteri d’Egitto, e un altro resoconto da un Sinassario giacobita (in arabo). Questo Sinassario, alla voce 5 Amshire (30 gennaio), chiama Apollonios «Uguale agli angeli». La Chiesa copta commemora sant’Apollonios il 25 Papo (22 ottobre).