Isacco igumeno dei Dalmati
San Isacco visse nel IV secolo, ricevette la tonsura monastica e intraprese le fatiche ascetiche nel deserto. Durante il regno dell’imperatore Valente (364-378), fervente seguace dell’eresia ariana, vi fu una persecuzione degli Ortodossi, e le chiese venivano chiuse e distrutte.
Venuto a sapere della persecuzione, San Isacco lasciò il deserto e si recò a Costantinopoli per consolare e incoraggiare gli Ortodossi, e per combattere contro gli eretici. In quel tempo, Goti barbari lungo il fiume Danubio muovevano guerra contro l’Impero. Essi occuparono la Tracia e avanzarono verso Costantinopoli.
Quando l’imperatore Valente lasciava la capitale con i suoi soldati, San Isacco gridò: «Imperatore, riapri le chiese degli Ortodossi, e allora il Signore ti verrà in aiuto!» Ma l’imperatore, disprezzando le parole del Santo, proseguì con sicurezza per la sua strada. Il Santo ripeté per tre volte la sua richiesta e la sua profezia. L’imperatore, adirato, ordinò che San Isacco fosse gettato in un profondo burrone, pieno di rovi e di fango, dal quale era impossibile fuggire.
San Isacco rimase vivo per l’aiuto di Dio e, quando ne uscì, raggiunse l’imperatore e disse: «Tu volevi distruggermi, ma tre Angeli mi hanno tirato fuori dal fango. Ascoltami, riapri le chiese per gli Ortodossi e vincerai il nemico. Se non mi darai ascolto, non farai ritorno. Sarai catturato e bruciato vivo». L’imperatore fu stupito dell’audacia del Santo e ordinò ai suoi attendenti Saturnino e Vittore di catturarlo e di tenerlo in prigione fino al suo ritorno.
La profezia di San Isacco si compì ben presto. I Goti sconfissero e inseguirono l’esercito greco. L’imperatore e i suoi generali ariani trovarono rifugio in un fienile pieno di paglia, e gli assalitori gli diedero fuoco. Dopo che a Costantinopoli giunse la notizia della morte dell’imperatore, San Isacco fu liberato e onorato come profeta.
Allora sul trono salì il santo imperatore Teodosio il Grande (379-395). Su consiglio di Saturnino e di Vittore, egli convocò il Vegliardo, trattandolo con grande rispetto. Obbedendo alle sue istruzioni, egli scacciò gli Ariani da Costantinopoli e restituì le chiese agli Ortodossi. San Isacco desiderava tornare nel suo deserto, ma Saturnino e Vittore lo pregarono di non lasciare la città, ma di rimanere e proteggerla con le sue preghiere.
Saturnino costruì un monastero per San Isacco a Costantinopoli, dove i monaci si radunarono attorno a lui. San Isacco fu l’igumeno e la guida spirituale del Monastero. Egli nutriva anche i laici e aiutava molti poveri e sofferenti.
Quando giunse a un’età avanzata, San Isacco nominò San Dalmátos (3 agosto) igumeno. In seguito il Monastero prese il nome da Dalmátos.
San Isacco si addormentò nel Signore nell’anno 383, e la sua memoria è celebrata anche il 22 marzo.
Il Monastero di Sant’Isacco a San Pietroburgo è dedicato a questo Santo.



