Giovanni Psykahitis conf.
Il venerabile confessore Giovanni Psykhaϊtis visse alla fine dell’VIII o all’inizio del IX secolo. Nulla si sa della sua giovinezza, ma visse durante il regno dell’imperatore Leone V (813 – 820). Da giovane egli rinunciò al mondo e divenne monaco nel Monastero di Psykhaiti (Psykhaϊtē) (nei sobborghi di Costantinopoli). Il santo era un asceta che sottomise i desideri della carne con il digiuno, la preghiera e l’austerità. A causa della sua vita e delle sue opere sante, ricevette da Dio il dono di scacciare i demoni e di guarire le malattie. In quel tempo infuriava l’eresia iconoclasta, e coloro che veneravano le sante icone erano sottoposti a persecuzione.
San Giovanni fu condotto via per essere interrogato, e cercarono di costringerlo a firmare un documento che ripudiava la venerazione delle sante icone. Invece di ripudiare le sante icone, il santo denunciò i suoi persecutori, chiamando l’imperatore Leone l’Isaurico (813 – 820) un eretico; perciò fu mandato in esilio. Fu un vigoroso difensore delle sante icone e combatté contro gli empi iconoclasti. Per questo motivo fu arrestato ed esiliato molte volte.
Dopo ogni persecuzione, egli ritornava più energico e più intraprendente di prima, sconfiggendo l’audacia degli iconoclasti, che disprezzavano la venerata immagine di Cristo. San Giovanni aveva una straordinaria forza spirituale e grande franchezza. Il solo suo aspetto scuoteva i suoi avversari e rafforzava i suoi amici. Perciò era molto rispettato e onorato da tutti. Ciò era accresciuto dalla grazia miracolosa di cui era stato dotato da Dio.
Dopo aver vissuto una vita pia e dopo essersi battuto vigorosamente per la Fede ortodossa, san Giovanni si addormentò nella pace.
San Giovanni è commemorato il 7 maggio secondo l’uso greco.



