Basilisco martire
Il santo martire Basilisco era nipote del Grande Martire Teodoro il Recluta (17 febbraio), e soffrì insieme con i suoi fratelli Eutropio e Kleonikos durante la persecuzione dell’imperatore Massimiano Galerio (305-311). I santi martiri Kleonikos ed Eutropio (3 marzo) furono crocifissi, ma il martire Basilisco fu mandato a Comana dove fu tenuto in prigione.
Il governatore Agrippa arrivò nella città di Amasea e iniziò una persecuzione contro i cristiani. San Basilisco in prigione si preparava alla sua imminente prova. Il Signore gli apparve in sogno, promettendo al martire il Suo aiuto, e predicendo la sua morte di martirio a Comana. San Basilisco chiese alle guardie carcerarie di lasciarlo andare al suo villaggio natale per dare l’addio ai suoi parenti. Lo lasciarono andare, poiché lo rispettavano per la sua vita santa e per i miracoli che compiva. Arrivato a casa, San Basilisco vide la sua famiglia per l’ultima volta, ed esortò tutti a restare saldi nella Fede.
Quando Agrippa seppe che San Basilisco era andato a trovare i suoi parenti, andò in collera. Rimproverò le guardie carcerarie e mandò un distaccamento di soldati all’inseguimento del martire, guidati da un crudele magistrianus (aiutante del governatore). Incontrando San Basilisco, che in realtà era già sulla via del ritorno, il magistrianus gli mise addosso pesanti catene, lo calzò con sandali di metallo con chiodi conficcati nelle suole, e si mise in marcia verso Comana.
Giunti in un certo villaggio durante il caldo del pomeriggio, i viaggiatori si fermarono nella casa di una donna di nome Troana. I soldati entrarono in casa per riposarsi e rifocillarsi con del cibo, e legarono il martire Basilisco a un albero secco. Stando nelle pesanti catene sotto il sole cocente, il santo pregava Dio. All’improvviso si udì una Voce dall’alto: «Non temere, perché Io sono con te».
La terra tremò, e da una fessura apertasi sgorgò una sorgente d’acqua. Il magistrianus, i soldati e Troana uscirono di corsa dalla casa, spaventati dal terremoto. Sconvolti dal miracolo che era avvenuto, liberarono il martire. I malati del villaggio vennero al santo martire e ricevettero guarigione attraverso le sue preghiere.
Quando infine il santo fu condotto davanti ad Agrippa, gli fu ordinato di offrire sacrifici agli dèi pagani. Egli rispose: «Io offro a Dio un sacrificio di lode e di ringraziamento in ogni ora». Lo condussero in un tempio pagano. In un istante scese fuoco dal cielo, che bruciò il tempio e ridusse gli idoli in polvere. Allora, in un cieco furore, Agrippa diede ordine di decapitare San Basilisco e di gettare il suo corpo nel fiume. La morte del martire avvenne nell’anno 308.
I cristiani raccolsero in fretta le reliquie del santo martire e le seppellirono di notte in un campo arato. Su questo luogo fu costruita una chiesa in onore di San Basilisco, nella quale trasferirono le sue reliquie. Per le preghiere del santo martire cominciarono ad avvenire guarigioni. Il santo apparve in sogno a San Giovanni Crisostomo (13 novembre) prima della sua morte a Comana e gli disse: «Domani saremo insieme». Sant’Eusignio (5 agosto) fu testimone oculare delle sue sofferenze e raccontò al mondo le lotte di San Basilisco.

