Alessandro e Asterios mm.
I santi martiri Thallelaios (Thallélaios), Alessandro e Asterios (Astérios) vissero durante il regno dell’imperatore Numeriano (283-284). Il prefetto Teodoro della città di Aegea in Cilicia mandò dei soldati a cercare i cristiani. Essi gli condussero un giovane di diciotto anni, di nome Thallelaios. Alle domande del prefetto, il santo Thallelaios rispose: “Sono un cristiano del Libano. Mio padre, Beroukias, era un comandante militare, e mia madre si chiamava Romylίa. Mio fratello è un suddiacono, e io studio medicina presso il medico Makarios. Durante una precedente persecuzione contro i cristiani in Libano, fui condotto davanti al prefetto Tiberio e scampai a stento all’esecuzione. Ora che mi trovo davanti a questo tribunale, puoi fare di me ciò che vuoi. Io desidero morire per Cristo, mio Salvatore e mio Dio, e spero di sopportare tutti i tormenti con il Suo aiuto”.
Il prefetto, furibondo, ordinò ai due torturatori Alessandro e Asterios di forare le ginocchia del martire, di far passare una corda attraverso l’osso e poi di sospenderlo a testa in giù. Ma i carnefici, per disposizione di Dio, forarono un blocco di legno, che appesero al posto del martire. Quando il prefetto Teodoro vide che lo avevano ingannato, ordinò che Alessandro e Asterios fossero frustati. Essi confessarono di essere cristiani e glorificarono Dio, perciò il prefetto ordinò che fossero immediatamente decapitati. Due volte tentò di eseguire l’esecuzione e di forare le ginocchia del santo, ma la grazia di Dio glielo impedì. Allora comandò che il santo Thallelaios fosse annegato.
I servi di Teodoro dissero al prefetto di avere eseguito l’ordine; ma proprio mentre terminavano il loro rapporto, il santo Thallelaios apparve in una veste bianca. Per lungo tempo tutti rimasero paralizzati dal terrore, ma infine il prefetto disse: “Ecco, questo stregone ha ammaliato perfino il mare”.
Allora uno dei suoi consiglieri, il mago Urbiciano, disse al prefetto di far gettare il santo alle fiere. Ma né l’orsa feroce, né il leone affamato, né la leonessa vollero toccare il santo. Invece, tutti gli animali si sdraiarono mansueti ai suoi piedi. Vedendo questo prodigio, il popolo cominciò a gridare: “Grande è il Dio dei cristiani. O Dio di Thallelaios, abbi misericordia di noi!”.
La folla afferrò Urbiciano e lo gettò alle fiere, che fecero a pezzi il mago. Infine, il prefetto ordinò ai suoi uomini di uccidere il santo martire con la spada. Condusero il santo Thallelaios al luogo dell’esecuzione, dove egli pregò Dio e poi chinò il collo sotto la spada. Questo avvenne nell’anno 284.
Il martire Thallelaios fu decapitato ad Aegea, nell’autunno dell’anno 284 (secondo altri nel maggio del 289) e ricevette l’incorruttibile corona del martirio. Alcuni monasteri celebravano la memoria del santo Thallelaios il 3 settembre, mentre altri lo facevano il 23 agosto, giorno in cui fu condotto all’interrogatorio.
Le reliquie del santo martire Thallelaios furono collocate nella chiesa di sant’Agathonikos (Agathónikos) a Costantinopoli e hanno operato molti miracoli. Il santo Thallelaios curava i malati senza chiedere compenso, e per questo motivo la Chiesa lo chiama Medico anargiro. Egli è invocato nelle preghiere per i malati nel Mistero della Santa Unzione e durante la Benedizione dell’Acqua.
Parti delle sante reliquie del santo si trovano nei monasteri di Dionysίou e Konstamonίtou sul Monte Athos.



