Menandro e Polieno mm.
San Patrizio visse nel primo secolo ed era vescovo della città di Prusa in Bitinia (Asia Minore). Egli predicava apertamente e con franchezza Cristo Salvatore, e denunciava l’errore dei pagani. Per questo, lui e i sacerdoti Acacio, Menandro e Polieno furono arrestati e condotti da Giulio, prefetto della città, per essere interrogati.
Giulio si stava recando alle sorgenti termali per curarsi, e ordinò che il vescovo cristiano e i sacerdoti fossero condotti lì dopo di lui, incatenati con catene di ferro. Dopo essersi lavato nelle sorgenti termali, Giulio offrì un sacrificio ai suoi dèi. Fece condurre davanti a sé San Patrizio e gli altri prigionieri, ordinando loro di offrire sacrifici agli dèi pagani, minacciandoli di punizioni se si fossero rifiutati.
San Patrizio rispose: «Io sono cristiano e adoro l’unico vero Dio, Gesù Cristo, che ha creato i cieli e la terra, e queste sorgenti calde per il beneficio di tutto il genere umano».
Giulio fece gettare il santo nella sorgente calda, e con ferma fede il martire pregò: «Signore Gesù Cristo, aiuta il tuo servo», e rimase illeso.
In una collera impotente, Giulio ordinò che San Patrizio e i suoi tre presbiteri fossero decapitati. Essi ricevettero le loro corone di gloria incorruttibile da Cristo attorno all’anno 100.



