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Serapione di Pskov.

05-15

San Serapione di Pskov nacque a Yuriev (oggi Tartu), che allora era sotto il dominio dei tedeschi, i quali cercavano di estirpare l’Ortodossia. I suoi genitori erano parrocchiani di una chiesa russa intitolata a San Nicola.

San Serapione era ben versato nella Sacra Scrittura, e più di una volta si levò in difesa dell’Ortodossia. Quando vollero costringerlo con la forza a passare alla fede straniera, egli si ritirò nella selva di Tolvsk, non lontano da Pskov, dove l’asceta pskovita monaco Eufrosino (15 maggio) aveva iniziato la sua opera di preghiera.

Sotto la sua guida, San Serapione cominciò ad acquisire la sapienza della vita nella selva. Ma presto gli toccò di subire delle tentazioni. Senza benedizione, egli volle lasciare la sua guida e condurre una vita ascetica in completa solitudine. Ma il Signore ricondusse in sé l’inesperto novizio: dopo che si ferì gravemente a una gamba, egli si pentì della propria volontà caparbia e disobbedienza e tornò dall’Anziano.

Dopo aver ricevuto il Grande Schema, dimorò stabilmente con sant’Eufrosino per 55 anni, osservando rigorosamente il voto del silenzio. Cominciarono a radunarsi gradualmente fratelli attorno a sant’Eufrosino, per i quali l’Anziano edificò un tempio in onore dei Tre Gerarchi e diede una regola di skete.

San Serapione compiva con zelo tutto ciò che gli veniva comandato ed era un modello per i monaci. Il monaco osservò con tale rigore il voto monastico di non cupidigia, che un copista della sua vita lo chiamò “un cadavere non sepolto”. Egli sopportava ogni offesa con straordinaria umiltà, incolpando sempre solo se stesso, e chiedeva egli stesso perdono al suo offensore. Il monaco percepiva profondamente la forza della preghiera comunitaria e diceva che “l’ordine dei dodici Salmi” cantato da solo nella cella non può uguagliare neppure un “Signore, abbi misericordia” cantato in chiesa.

San Serapione morì l’8 settembre 1480, nella festa della Natività della santissima Theotokos. Poiché il giorno del riposo di san Serapione coincide con una delle dodici Grandi Feste, la sua commemorazione cade il 7 settembre. Furono composti un Tropario e un Kondakion per il santo.

Sant’Eufrosino stesso affidò alla terra il corpo del suo discepolo. Con le sue ardenti fatiche egli si era trasformato in semplici “ossa coperte di pelle”. San Serapione non fu separato dal suo padre spirituale neppure dopo la morte: le loro sante reliquie furono deposte l’una accanto all’altra. Fu composto un ufficio comune ai santi Eufrosino e Serapione (15 maggio), nel quale san Serapione è glorificato come primo co-asceta, “compagno e amico” di sant’Eufrosino.

San Serapione è commemorato anche il 7 settembre.