Dionisio archim. della lavra di San Sergio
San Dionisio di Radonezh, nel mondo David Zobninovsky, nacque intorno al 1570 nella città di Rzhev. Novizio e poi superiore del monastero della Dormizione di Staritsa, durante il Periodo dei Torbidi fu il principale aiutante di San Germogene, patriarca di Mosca.
Dal 1611, San Dionisio fu archimandrita della Lavra della Trinità-San Sergio. Sotto la sua amministrazione, vicino al monastero vennero aperti una casa e un ospizio per i feriti e per coloro che erano rimasti senza tetto durante l’incursione polacco-lituana. Durante una carestia, egli ordinò ai fratelli della Lavra di nutrirsi di pane d’avena e acqua, lasciando il pane di frumento e di segale per i malati. Nel 1611-1612, egli e l’economo del monastero della Trinità-San Sergio, il monaco Abramo Palitsyn (+ 1625), scrissero lettere chiedendo agli abitanti di Nižnij-Novgorod e di altre città di mandare uomini validi alle armi e denaro per liberare Mosca dai Polacchi. Egli scrisse anche al principe Demetrio Požarskij e a tutti i militari, esortandoli ad affrettare la campagna per Mosca.
La sua formazione monastica aiutò San Dionisio a mantenere indiminuita la propria luce interiore durante gli anni terribili di quel tempo malvagio. Il santo raggiunse un alto grado di perfezione spirituale mediante la preghiera incessante, che gli donò il carisma dei miracoli. Egli nascondeva con cura la sua vita spirituale agli altri, che potevano subire danno da una conoscenza superficiale di essa.
«Non chiedere a un monaco di cose che riguardano la sua vita monastica», diceva San Dionisio, «poiché per noi monaci è una grande disgrazia rivelare tali segreti ai laici. È scritto che ciò che si fa in segreto non deve essere conosciuto neppure dalla tua mano sinistra. Dobbiamo nasconderci, affinché ciò che facciamo resti sconosciuto, per non essere indotti dal diavolo in ogni sorta di negligenza e d’indolenza».
Noi possiamo misurare il suo sviluppo spirituale e la conoscenza di Dio alla quale giunse soltanto da quelle cose che divennero evidenti quando le circostanze costrinsero San Dionisio a prendere parte attiva alla vita del mondo che lo circondava.
Una tale circostanza fu il suo coinvolgimento nella revisione dei libri liturgici. Nel 1616 San Dionisio parlò del lavoro di correzione del Euchologion, confrontandolo con gli antichi manoscritti in slavo e con varie edizioni greche.
Durante il loro lavoro, gli inquirenti scoprirono discrepanze in altri libri corretti nel periodo intercorso tra i patriarchi (1612-1619). La gente non capiva che cosa stessero facendo i correttori, perciò accusarono San Dionisio e gli altri di eresia in un Concilio del 1618.
Deposto dal grado sacerdotale ed escluso dalla Chiesa, fu imprigionato nel monastero Novospassky (Nuovo Monastero della Trasfigurazione del Salvatore), dove volevano ucciderlo facendolo morire di fame. L’intervento del patriarca Filareto di Mosca e del patriarca Teofane di Gerusalemme (1619-1633) ottenne la sua liberazione nel 1619, ed egli fu assolto dalle accuse mossegli.
San Dionisio era noto per la sua rigorosa osservanza della Regola monastica, per la sua partecipazione ai lavori del monastero e alla ricostruzione del monastero dopo l’assedio della Lavra. La Vita e il Canone del santo furono composti dall’economo del monastero della Trinità-San Sergio, Simon Azaryn, e ampliati dal sacerdote Giovanni Nasedka, collaboratore di San Dionisio quando correggeva i libri liturgici.
San Dionisio si addormentò nel Signore il 12 maggio 1633 e fu sepolto nella Lavra della Trinità-San Sergio.



