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Epifanio di Cipro

05-12

San Epifanio, vescovo di Cipro, “ultimo relitto dell’antica pietà”, come lo chiama san Girolamo, visse nel IV secolo in Fenicia. L’imperatrice romana Onoria era sua sorella. Era di discendenza ebraica e in gioventù ricevette un’ottima educazione. Fu convertito al cristianesimo dopo aver visto come un certo monaco di nome Luciano diede i suoi vestiti a una persona povera. Colpito dalla compassione del monaco, Epifanio chiese di essere istruito nel cristianesimo.

Fu battezzato e divenne discepolo di sant’Ilarione il Grande (21 ottobre). Entrato nel monastero, progredì nella vita monastica sotto la guida dell’anziano esperto Ilarione, e si occupò di copiare libri greci.

A causa delle sue fatiche ascetiche e delle sue virtù, a san Epifanio fu concesso il dono dei miracoli. Per evitare la gloria umana, lasciò il monastero e andò nel deserto di Spanidrion. I briganti lo catturarono là e lo tennero prigioniero per tre mesi. Parlando di pentimento, il santo condusse uno dei briganti alla fede nel vero Dio. Quando liberarono il santo asceta, anche il brigante andò con lui. San Epifanio lo condusse al suo monastero e lo battezzò con il nome di Giovanni. Da quel momento, egli divenne un fedele discepolo di san Epifanio, e documentò con cura la vita e i miracoli del suo istruttore.

La fama della vita giusta di san Epifanio si diffuse ben oltre il monastero. Il santo andò una seconda volta nel deserto con il suo discepolo Giovanni. Anche nel deserto cominciarono a venire a lui dei discepoli, così egli fondò per loro un nuovo monastero.

Dopo un certo tempo, san Epifanio fece un pellegrinaggio a Gerusalemme per venerarne i santi luoghi, e poi tornò al monastero di Spanidrion. Il popolo della Licia mandò il monaco Polibio da san Epifanio, chiedendogli di prendere il posto del loro arcivescovo defunto. Quando venne a conoscenza di questa intenzione, l’asceta chiaroveggente si recò di nascosto nel deserto di Pathysia dal grande asceta sant’Ilarione (21 ottobre), sotto la cui guida aveva appreso l’ascesi in gioventù.

I santi trascorsero due mesi in preghiera, e poi Ilarione mandò san Epifanio a Salamina. I vescovi erano riuniti là per scegliere un nuovo arcivescovo in sostituzione di uno morto di recente. Il Signore rivelò al più anziano tra loro, il vescovo Papio, che san Epifanio doveva essere scelto come vescovo. Quando Epifanio arrivò, san Papio lo condusse nella chiesa, dove, in obbedienza alla volontà dei partecipanti al Concilio, Epifanio acconsentì a essere il loro vescovo. San Epifanio fu consacrato vescovo di Salamina nel 367.

San Epifanio divenne rinomato per il suo grande zelo per la Fede, per il suo amore e la sua carità verso i poveri e per la sua semplicità di carattere. Soffrì molto a causa delle calunnie e dell’inimicizia di alcuni del suo clero. A motivo della purezza della sua vita, a san Epifanio fu concesso di vedere la venuta dello Spirito Santo sui Doni durante la Divina Liturgia. Una volta, mentre il santo celebrava il Mistero, non ebbe questa visione. Pensò allora che ciò fosse causato dallo stato spirituale di uno dei membri del clero e gli disse sottovoce: “Allontànati, figlio mio, perché oggi non sei degno di partecipare alla celebrazione del Mistero.”

A questo punto gli scritti del suo discepolo Giovanni si interrompono, perché egli si ammalò e morì. Il racconto successivo della vita di san Epifanio fu continuato da un altro suo discepolo, Polibio (in seguito vescovo della città di Rinocyreia).

Per le macchinazioni dell’imperatrice Eudossia e del patriarca Teofilo di Alessandria, verso la fine della sua vita san Epifanio fu convocato a Costantinopoli per partecipare al Sinodo della Quercia, che fu convocato per giudicare il grande santo, Giovanni Crisostomo (14 settembre e 13 novembre). Quando si rese conto di essere manipolato dai nemici di Crisostomo, san Epifanio lasciò Costantinopoli, non volendo prendere parte a un concilio illegittimo.

Mentre tornava a casa via mare, il santo percepì l’avvicinarsi della morte, e diede ai suoi discepoli ultime istruzioni: osservare i comandamenti di Dio e custodire la mente dai pensieri impuri. Morì due giorni dopo. Il popolo di Salamina andò incontro alle reliquie del loro arcivescovo con carri, e il 12 maggio 403 lo seppellirono in una nuova chiesa che egli stesso aveva costruito.

Il Settimo Concilio Ecumenico nominò san Epifanio Padre e Dottore della Chiesa. Negli scritti di san Epifanio, il PANARIO e l’ANCHORATUS sono confutazioni dell’arianesimo e di altre eresie. Negli altri suoi lavori si trovano preziose tradizioni ecclesiastiche e indicazioni per la traduzione greca della Bibbia.

Nello zelo di preservare la purezza della Fede ortodossa, san Epifanio poteva talvolta essere impetuoso e privo di tatto. Nonostante eventuali errori precipitosi che possa aver commesso, dobbiamo ammirare san Epifanio per la sua dedizione nel difendere l’Ortodossia dalle false dottrine. Dopo tutto, una delle principali responsabilità del vescovo è quella di proteggere il suo gregge da coloro che potrebbero sviarlo.

Noi onoriamo anche san Epifanio per la sua profonda spiritualità e per la sua elemosina. Nessuno lo superò nella sua tenerezza e carità verso i poveri, e donò immense somme di denaro a coloro che erano nel bisogno.