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Barbaro il soldato m. con i suoi compagni

05-06

I santi martiri Barbaro il Soldato, Baccho, Callimaco e Dionisio vissero nel IV secolo e servivano nell’esercito dell’imperatore Giuliano l’Apostata.

San Barbaro era segretamente cristiano e, in una guerra con i Franchi, ottenne la vittoria in duello contro un possente soldato nemico. Per questo ricevette grande onore nell’esercito e l’acclamazione dell’imperatore, e fu insignito del titolo di comitus (guardia del corpo imperiale).

Dopo la vittoria sui Franchi, Baccho volle offrire un sacrificio agli dèi pagani, e deferì a Barbaro, in quanto vincitore, permettendogli di avere l’onore di compiere per primo l’offerta sacrificale.

San Barbaro confessò apertamente di essere cristiano e rifiutò di offrire il sacrificio. Per questo, per ordine di Giuliano l’Apostata, fu sottoposto a molte torture. Sospesero il santo e gli lacerarono il corpo fino a farne uscire le viscere. San Barbaro invocò il Signore per avere aiuto, e allora apparve un angelo di Dio e guarì le sue ferite, così che non ne rimase alcuna traccia.

Vedendo questo miracolo, il comandante militare Baccho e due soldati, Callimaco e Dionisio, credettero in Cristo e ripudiarono gli dèi pagani. Per questo furono immediatamente decapitati. Continuarono a torturare san Barbaro: lo legarono a una ruota e accesero un fuoco sotto di essa, e cosparsero d’olio il corpo del sofferente. Ma anche in questo caso la potenza di Dio preservò illeso il santo martire. Il fuoco bruciò molti dei torturatori, uccidendone due. Dopo di ciò continuarono a tormentare il santo martire Barbaro per altri sette giorni.

Per l’aiuto miracoloso dall’alto, il santo rimase illeso. Vedendo in questo miracolo la manifesta potenza di Dio, molti pagani si convertirono al vero Dio. San Barbaro infine portò a compimento la sua gloriosa impresa venendo decapitato con la spada nell’anno 362. Il corpo del martire fu sepolto nella città di Methona, nel Peloponneso, dal pio vescovo Filikios.