Pelagia m.
Santa Pelagia di Tarsus in Cilicia (nel sud-est dell’Asia Minore) visse nel terzo secolo, durante il regno di Diocleziano (284-305), ed era figlia di illustri pagani. Quando sentì parlare di Gesù Cristo dai suoi amici cristiani, credette in Lui e desiderò conservare la sua verginità, dedicando tutta la sua vita al Signore.
L’erede dell’imperatore Diocleziano (un ragazzo da lui adottato), vedendo la fanciulla Pelagia, fu conquistato dalla sua bellezza e volle che diventasse sua moglie. La santa vergine disse al giovane che era fidanzata a Cristo, lo Sposo immortale, e che aveva rinunciato al matrimonio terreno.
La risposta di Pelagia adirò grandemente il giovane, ma egli decise di lasciarla in pace per un po’, sperando che cambiasse idea. Nel frattempo Pelagia convinse sua madre a permetterle di visitare la nutrice che l’aveva allevata nell’infanzia. Ella sperava segretamente di trovare il vescovo Linus di Tarsus, che era fuggito su un monte durante una persecuzione contro i cristiani, e di essere battezzata da lui. Aveva visto il volto del vescovo Linus in sogno, e ciò aveva prodotto in lei una profonda impressione. Il santo vescovo le disse di essere battezzata. Santa Pelagia viaggiò su un carro per andare a visitare la nutrice, vestita con abiti ricchi e accompagnata da tutto un seguito di servi, come desiderava sua madre.
Lungo la strada, santa Pelagia, per grazia di Dio, incontrò il vescovo Linus. Pelagia riconobbe immediatamente il vescovo che le era apparso in sogno. Si gettò ai suoi piedi, chiedendo il Battesimo. Alla preghiera del vescovo una sorgente d’acqua scaturì dal terreno.
Il vescovo Linus fece il Segno della Croce su santa Pelagia, e durante il mistero del Battesimo apparvero gli angeli e coprirono la prescelta di Dio con un luminoso manto. Dopo aver dato alla pia vergine la Santa Comunione, il vescovo Linus rese con lei una preghiera di ringraziamento al Signore, e poi la rimandò a proseguire il suo viaggio. Ella quindi scambiò i suoi abiti costosi con una semplice veste bianca e distribuì i suoi beni ai poveri. Tornando dai suoi servi, santa Pelagia parlò loro di Cristo, e molti di loro si convertirono e credettero.
Ella cercò di convertire a Cristo la propria madre, ma la donna ostinata mandò un messaggio al figlio di Diocleziano dicendo che Pelagia era cristiana e non desiderava essere sua moglie. Il giovane capì che Pelagia era perduta per lui, e nella sua disperazione si gettò sulla spada. La madre di Pelagia temette l’ira dell’imperatore, così legò sua figlia e la condusse alla corte di Diocleziano come cristiana, e anche come responsabile della morte dell’erede al trono. L’imperatore fu conquistato dall’insolita bellezza della vergine e cercò di distoglierla dalla sua fede in Cristo, promettendole ogni benedizione terrena se fosse divenuta sua moglie.
La santa vergine rifiutò con disprezzo l’offerta dell’imperatore e disse: «Sei folle, o imperatore, a dirmi tali cose. Io non farò ciò che comandi, e detesto il tuo vile matrimonio, poiché ho Cristo, il Re del cielo, come mio Sposo. Non desidero le tue corone mondane che durano solo per poco tempo. Il Signore, nel Suo Regno celeste, ha preparato per me tre corone incorruttibili. La prima è per la fede, poiché ho creduto nel vero Dio con tutto il mio cuore; la seconda è per la purezza, perché Gli ho dedicato la mia verginità; la terza è per il martirio, poiché voglio accettare ogni sofferenza per Lui e offrire la mia anima a causa del mio amore per Lui».
Diocleziano condannò Pelagia a essere bruciata in un toro di bronzo rovente. Non permettendo ai carnefici di toccare il suo corpo, la santa martire si segnò con il Segno della Croce ed entrò nel toro di bronzo, e la sua carne si sciolse come myron, riempiendo di fragranza tutta la città. Le ossa di santa Pelagia rimasero intatte e furono portate dai pagani in un luogo fuori dalla città. Quattro leoni uscirono allora dal deserto e si sedettero attorno alle ossa, non permettendo né agli uccelli né alle fiere di avvicinarsi ad esse. I leoni protessero le reliquie della santa finché il vescovo Linus giunse in quel luogo. Egli le raccolse e le seppellì con onore. In seguito, fu costruita una chiesa sopra le sue sante reliquie.
Nel servizio alla santa vergine martire Pelagia di Tarsus si dice che ella fu «ritenuta degna di visioni molto strane e divine». Ella è anche commemorata il 7 ottobre.
Durante il regno dell’imperatore Costantino (306-337), quando le persecuzioni contro i cristiani cessarono, fu costruita una chiesa presso il luogo della sepoltura di santa Pelagia.



