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Xenia ml. di Kalamata.

05-03

Santa Xenia (Xenίa) nacque a Kalamata (Kalamáta) nel Peloponneso (Pelopónnēsos) nell’anno 291. I suoi genitori si chiamavano Nicola e Despina (Déspina), pii cristiani originari della parte orientale dell’Italia. Tuttavia, a causa della continua e feroce persecuzione contro i cristiani in quegli anni, fuggirono a Kalamata e si stabilirono in una fattoria fuori città, perché suo padre era agricoltore.

Fin da giovane, invece di giocare a giochi sconvenienti e darsi a chiacchiere oziose, Xenia restava in casa con la madre e adornava la sua anima con il digiuno, l’autocontrollo, il silenzio, la preghiera regolare, la modestia nel parlare, le lacrime e le veglie. Aiutava anche i poveri, così come le vedove e gli orfani con tutte le sue forze. Digiunava per poter sfamare gli affamati, una pratica che si addice al suo nome. 1

Aveva capelli biondi e ricci, e le sue sopracciglia incorniciavano i suoi grandi e vivaci occhi blu scuro. Pur essendo alta e slanciata, restava umile e amava andare in chiesa per ascoltare i miracoli di Cristo. La sua conversazione era piacevole e semplice, piena di virtù e di grazia, e non sparlava mai né condannava nessuno. Crescendo, aumentavano anche le sue qualità virtuose.

Quando Xenia raggiunse l’età da marito, Dometiano, il brutale eparca di Kalamata, si trovò a passare vicino alla sua fattoria e rimase abbagliato dalla sua bellezza. Fece condurre la Santa al suo cospetto e le chiese come si chiamasse. Lei rispose: «Il mio nome è Xenia, e i miei genitori sono cristiani che vivono fuori città. Io sono l’ancella del mio Signore Gesù Cristo, che ha fatto il mondo e tutto ciò che è in esso».

Quelli che erano presenti rimasero stupefatti dalla sua risposta. Le sue parole, tuttavia, non fecero che infiammare i desideri lussuriosi del tiranno. Celando la sua collera, disse: «O Xenia, mi meraviglio della tua bellezza, ma sono colpito dalla tua sfrontatezza. Voglio che tu sia mia moglie, e ti darò molti doni, ricchezze innumerevoli, onore e gloria che gli dèi concedono a coloro che li adorano. Se rifiuti, sarai torturata e riceverai pene crudeli, e poi una morte orribile».

La Santa non si turbò alle sue parole. Invece, gli disse: «Non riuscirai mai a separarmi da Cristo, né mi è possibile desiderare altro Sposo che Cristo. Fa’ quello che vuoi, ma se mi torturerai, spero di essere glorificata da Cristo e di ereditare la vita eterna. Non mi rincresce perdere la vita, perché un giorno tutti noi dobbiamo morire. Non pensare che io possa mai cambiare idea, né la mia fede nell’unico vero Dio, Gesù Cristo».

Santa Xenia rifiutò fermamente di rinnegare la sua fede per diventare la moglie di un governante pagano. Allora Dometiano si servì dell’aiuto di un mago per far sì che Xenia lo amasse, ma lei era custodita dalla potenza della venerabile Croce. Dometiano si infuriò e la fece rinchiudere in una stanza buia. Lì pregò il Signore di conservarla nella fede fino alla fine.

Il giorno seguente, Dometiano andò alla stanza per vedere se avesse cambiato idea, poiché desiderava ancora prenderla in moglie. Non solo Xenia lo rifiutò, ma lo rimproverò anche per il suo comportamento. La Santa Martire fu trascinata fuori dalla stanza per i capelli. Egli ordinò quindi alle guardie di spogliarla e di appenderla a un palo. Inoltre comandò alle guardie di tagliarle i seni e poi di bruciare le sue ferite con torce accese. Fecero lo stesso anche ai suoi fianchi e a tutto il suo corpo.

La Santa non provò alcun dolore, perché un Angelo del Signore le apparve e l’aiutò, ma soltanto lei poteva vederlo. Dopo ulteriori tormenti, fu riportata nella stanza. Durante la notte, Xenia pregò il Signore di sostenerla. A mezzanotte vide una luce celeste che illuminò la stanza. Il Salvatore disse: «Non temere i tormenti, Xenia, perché la mia grazia sarà con te e ti libererà da ogni tentazione».

Poi guarì tutte le sue ferite e ascese al Cielo.

La mattina seguente i soldati la condussero davanti all’eparca. Quando la vide illesa e senza le ferite del giorno precedente, si meravigliò e disse: «Xenia, vedi come gli dèi ti amano? Hanno guarito le tue ferite e ristabilito la tua salute. Dunque, non essere ingrata, ma entra nel tempio con me e prostrati davanti a loro». Santa Xenia rispose: «Come è possibile che abbiano il potere di guarirmi, dal momento che sono insensati e plasmati dalle mani degli uomini? Non sono stati loro a ristabilirmi, ma Cristo. Tuttavia, entriamo nel tempio dei tuoi dèi, e vediamo quale di loro vuoi che io adori».

Dometiano fu pieno di gioia, pensando che lei avesse cambiato idea. Ma non appena entrò nel tempio e si fermò al centro, si inginocchiò e pregò il vero Dio: «Signore Gesù Cristo, mio Dio, Creatore del cielo e della terra, Tu che ascolti le suppliche dei fedeli, ascoltami ora e distruggi questi idoli, affinché tutti vedano che Tu solo sei il vero Dio».

Allora vi fu un terremoto e tutti gli idoli furono in frantumi. Dometiano, invece di adorare il vero Dio, la sottopose a ulteriori tormenti, e lei fu guarita come prima. Dopo molti giorni, Dometiano capì che Santa Xenia non avrebbe cambiato idea. La condannò ad essere decapitata, a farsi estrarre il cuore, a fare a pezzi il suo corpo in minuscoli frammenti e a gettarli in un fuoco perché fossero consumati. Allora si sprigionò un ineffabile profumo, che mostrava che le sue sante reliquie erano piene di divina grazia.

Santa Xenia ricevette la corona incorruttibile del martirio da Cristo Dio il 3 maggio 318.

L’eparca Dometiano fu punito per la sua inumanità e le sue azioni empie. Fu colpito da un fulmine e ridotto in cenere.

Nel 1993 fu costruito un santo tempio in suo onore, che si trova a ovest della città di Kalamata e appartiene come cappella alla chiesa parrocchiale della Santissima Trinità di Kalamata.

Padre George Nasis, rettore della Annunciation Greek Orthodox Church a New York City dal 1942 al 1967, un giorno stava pregando quando gli apparve una donna bellissima. Disse che il suo nome era Xenίa, una martire che era stata dimenticata per quasi 1700 anni. Gli chiese di dipingere un’icona che la raffigurasse mentre tiene una croce.

All’inizio padre George non ne parlò a nessuno, pensando che forse la gente lo avrebbe deriso. Poi decise di informare l’Arcivescovo. I ricercatori cercarono di trovare riferimenti a Santa Xenίa di Kalamata, ma non ebbero successo. Alla fine trovarono il suo nome in un elenco di Santi, dove è descritta come una giovane donna con capelli biondi e occhi azzurri.

1 Il nome greco Xenia significa «ospitale».