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Traslazione delle reliquie di Sant’Alessandro di Russia - immagine

Traslazione delle reliquie di Sant’Alessandro di Russia

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Il santo Alessandro di Svir morì il 30 agosto 1533. Le sue reliquie incorrotte furono rinvenute nel 1641 durante la ricostruzione della cattedrale della Trasfigurazione.

Il 17 aprile 1641, le reliquie di sant’Alessandro di Svir furono trovate ed esaminate. La scoperta fu accompagnata da segni particolari; il 15 e il 16 aprile ci furono tuoni e fulmini straordinari, che correvano lungo il suolo sopra la tomba del santo fondatore del monastero. Poi, durante la Divina Liturgia del 17 aprile (sabato del Giusto Lazzaro) gli operai stavano scavando una fossa per le mura della nuova chiesa di pietra della Trasfigurazione del Signore; e nell’altare della vecchia chiesa essi trovarono il feretro del Santo. Il terreno al di sopra aveva la forma di una grotta, senza alcun sostegno.

Tutti i monaci scesero a vedere il feretro marcito (solo l’asse inferiore era ben conservata). Quando l’igumeno Abramo rimosse l’asse superiore, si percepì un forte profumo. Il corpo del Santo era intatto, e vestito con mantia e schema. Il suo volto era coperto, e sotto lo schema si poteva vedere una parte della sua barba; entrambe le gambe giacevano come se fosse morto da poco, con il piede destro rivolto in alto, e il piede sinistro girato di lato, entrambi i piedi nei sandali.

Dal suo corpo emanava una fragranza simile alla mirra, o a fiori. Il metropolita Afthonios di Novgorod era presente alla scoperta delle reliquie. Con riverenza e gioia, le reliquie furono poste in un nuovo feretro e furono portate nel tempio di San Nicola il Taumaturgo in quello stesso eremo.

I monaci, che avevano visto la carne incorrotta del loro patrono celeste, ne erano meravigliati, e fecero una descrizione dettagliata del santuario. Particolarmente sorprendente era il volto, così vivo che il Santo sembrava addormentato. Il volto corrispondeva alle icone che erano state dipinte dai suoi contemporanei. Gli autori della descrizione notarono anche la posizione insolita delle mani e dei piedi del Santo e il colore giallo-ambra della sua pelle. Ben presto le reliquie furono poste in un reliquiario d’argento donato dallo zar Michele, e furono trasferite nella cattedrale della Trasfigurazione, da poco ricostruita.

Nello stesso tempo, la commemorazione di sant’Alessandro fu stabilita in due date: il 30 agosto, giorno della sua beata dormizione, e il 17 aprile, giorno della scoperta delle sue reliquie.

Le reliquie incorrotte del santo furono rimosse dal Monastero di Svir dai bolscevichi il 20 dicembre 1918, dopo diversi tentativi falliti di confiscarle. Vi fu una tristemente nota campagna per liquidare le reliquie dei santi, che proseguì dal 1919 al 1922. Molte reliquie di santi russi furono rubate e sottoposte a “esame scientifico” o esposte in musei antireligiosi. Alcune furono completamente distrutte.

Nella speranza di dimostrare che le reliquie fossero false, i sovietici condussero molti esami. Tuttavia, le prove confermarono soltanto che le reliquie erano autentiche. Infine, le sante reliquie furono inviate all’Accademia Medico-Militare di Pietrogrado. Là rimasero per quasi ottant’anni.

Una seconda traslazione delle reliquie di sant’Alessandro ebbe luogo nel dicembre 1997.

Le reliquie risultarono essere incorrotte, proprio come erano quando furono confiscate. L’aspetto del santo corrispondeva alla descrizione nei documenti del 1641. Una volta stabilito che queste erano realmente le reliquie di sant’Alessandro, il metropolita Vladimir di San Pietroburgo ne permise il trasferimento alla chiesa di santa Sofia e delle sue tre figlie Fede, Speranza e Carità (17 settembre) per quattro mesi, prima del loro ritorno al Monastero di Svir. Mentre il popolo venerava le reliquie di sant’Alessandro, notava che da esse scorreva mirra profumata.

Le sante reliquie furono portate al Monastero di sant’Alessandro di Svir nel novembre 1998, e continui miracoli di guarigione avvengono davanti ad esse.

Si veda il 30 agosto per la Vita di sant’Alessandro.