Sant’Isidoro, vescovo di Siviglia
San Isidoro nacque a metà del VI secolo ed era imparentato con la famiglia reale visigota, che durante la sua vita si convertì all’Ortodossia dall’arianesimo.
San Isidoro era fratello di tre santi: San Leandro (27 febbraio), San Fulgentio e Santa Florentina. Rimasto orfano in giovane età, fu educato dal fratello maggiore Leandro. L’ampiezza delle sue conoscenze era vastissima, e includeva lo studio dell’ebraico e del greco. Scrisse anche biografie di figure bibliche e di altri uomini illustri.
Scrittore prolifico, San Isidoro scrisse su argomenti religiosi, storici e scientifici. Le sue Etimologie (o Origini) erano un compendio del sapere del suo tempo, ed erano utilizzate per tutto il Medioevo. Oggi, tuttavia, la sua storia dei Goti e dei Vandali riveste maggiore interesse. Compose persino una Regola monastica, sebbene non fosse monaco.
Il vescovo instancabile compose anche trattati che confutavano le eresie ariana e monofisita. Partecipò a un concilio a Toledo nel 610, e presiedette il secondo Concilio di Siviglia nel 618 o 619.
San Isidoro si addormentò nel Signore nel 636, e le sue sante reliquie furono poi trasferite a Leon. Dante lo menziona nel suo Paradiso (X, 130).



