dormizione di san Giona metropolita di Mosca
San Giona, Metropolita di Mosca e Taumaturgo di tutta la Russia, nacque nella città di Galich da una pia famiglia cristiana. Il padre del futuro santo si chiamava Teodoro. Il giovane ricevette la tonsura monastica in uno dei monasteri di Galich quando aveva solo dodici anni. Da lì si trasferì al monastero di Simonov a Mosca, dove per molti anni compì vari obbedienze.
Una volta, san Fotio, Metropolita di Mosca (27 maggio e 2 luglio), visitò il monastero di Simonov. Dopo il moleben, benedisse l’igumeno e i fratelli, e volle anche benedire quei monaci che stavano compiendo le loro obbedienze nel monastero.
Quando giunse al forno, vide san Giona che dormiva, sfinito per il suo lavoro. Le dita della mano destra del santo erano disposte in un gesto di benedizione. San Fotio disse di non svegliarlo. Benedisse il monaco addormentato e predisse ai presenti che questo monaco sarebbe stato un grande ierarca della Chiesa russa, e avrebbe guidato molti sulla via della salvezza.
La predizione di san Fotio si compì. Alcuni anni dopo, san Giona fu fatto Vescovo di Rjazan’ e Murom.
San Fotio morì nel 1431. Cinque anni dopo la sua morte, san Giona fu scelto Metropolita di tutta la Russia per la sua vita virtuosa e santa. Il Metropolita appena eletto si recò a Costantinopoli per essere confermato Metropolita dal Patriarca Giuseppe II (1416-1439). Poco prima di ciò il nefando Isidoro, un bulgaro, era già stato costituito Metropolita. Trascorso un breve periodo a Kiev e Mosca, Isidoro si recò al Concilio di Firenze (1438), dove abbracciò il cattolicesimo.
Un Concilio di ierarchi e di chierici russi depose il Metropolita Isidoro, ed egli fu costretto a fuggire di nascosto a Roma (dove morì nel 1462). San Giona fu scelto all’unanimità Metropolita di tutta la Russia. Egli fu consacrato dai gerarchi russi a Mosca, con la benedizione del Patriarca Gregorio III (1445-1450) di Costantinopoli. Fu la prima volta che dei vescovi russi consacrarono il loro stesso Metropolita. San Giona divenne Metropolita il 15 dicembre 1448. Con zelo arcivescovile egli guidò il suo gregge alla virtù e alla pietà, diffondendo la Fede ortodossa con la parola e con l’esempio. Nonostante la sua alta posizione, continuò le sue lotte monastiche come prima.
Nel 1451 i Tatari avanzarono inaspettatamente su Mosca; essi incendiarono le zone circostanti e si prepararono ad assaltare la città. Il Metropolita Giona guidò una processione lungo le mura della città, supplicando con lacrime Dio di salvare la città e il popolo. Vedendo il monaco morente Antonio del monastero di Chudov, noto per la sua vita virtuosa, san Giona disse: «Figlio mio e fratello Antonio! Prega il Dio misericordioso e l’All-Pura Madre di Dio per la liberazione della città e di tutti i cristiani ortodossi».
L’umile Antonio rispose: «Grande ierarca! Rendiamo grazie a Dio e alla Sua All-Pura Madre. Lei ha ascoltato la tua preghiera e ha pregato il suo Figlio. La città e tutti i cristiani ortodossi saranno salvati grazie alle tue preghiere. Il nemico presto fuggirà. Il Signore ha stabilito che io solo sia ucciso dal nemico». Proprio mentre l’Anziano diceva questo, una freccia nemica lo colpì.
La predizione dell’Anziano Antonio fu fatta il 2 luglio, nella Festa della Deposizione della Veste della Santissima Theotokos. La confusione scoppiò tra i Tatari, ed essi fuggirono in paura e terrore. Nel suo cortile, san Giona costruì una chiesa in onore della Deposta della Veste della Santissima Theotokos, per commemorare la liberazione di Mosca dal nemico.
San Giona si addormentò nel Signore nell’anno 1461, e cominciarono ad avvenire guarigioni miracolose presso la sua tomba.
Nel 1472 le reliquie incorrotte del Metropolita Giona furono rinvenute e deposte nella Cattedrale della Dormizione del Cremlino (il Trasferimento delle sante reliquie è celebrato il 27 maggio). Un Concilio della Chiesa russa nel 1547 stabilì la commemorazione di san Giona, Metropolita di Mosca. Nel 1596, il Patriarca Iob aggiunse san Giona al Sinassario degli Ierarchi di Mosca (5 ottobre).


