osiomartire Eustrazio delle Grotte di Kiev
Il martire Eustrazio delle Grotte nacque nell’XI secolo a Kiev in una famiglia agiata. Divenuto adulto, ricevette la tonsura monastica nel monastero delle Grotte di Kiev, dopo aver dato tutti i suoi beni ai poveri. Il santo Eustrazio accettò con umiltà le obbedienze nel monastero, osservando rigorosamente la regola della preghiera e trascorrendo i suoi giorni nel digiuno e nella vigilanza.
Nel 1096 i Polovziani conquistarono Kiev e devastarono il monastero delle Grotte, uccidendo molti dei monaci. Il santo Eustrazio fu fatto prigioniero e venduto come schiavo, insieme con trenta lavoratori monastici e venti abitanti di Kiev, a un certo Giudeo che viveva a Korsun.
L’empio Giudeo cercava di costringere i prigionieri a rinnegare Cristo, minacciando di uccidere con la fame coloro che si rifiutavano. Il santo Eustrazio confortava ed esortava i suoi fratelli cristiani: «Fratelli! Nessuno di noi che è battezzato e che crede in Cristo tradisca le promesse fatte al Battesimo. Cristo ci ha rigenerati attraverso l’acqua e lo Spirito. Ci ha liberati dalla maledizione della Legge con il suo Sangue, e ci ha resi eredi del suo Regno. Se viviamo, vivremo per il Signore. Se moriamo, moriremo nel Signore ed erediteremo la vita eterna».
Ispirati dalle parole del santo, i prigionieri decisero di morire di fame piuttosto che rinnegare Cristo, che è il cibo e la bevanda della Vita Eterna. Spossati dalla fame e dalla sete, alcuni prigionieri morirono dopo tre giorni, alcuni dopo quattro giorni, e alcuni dopo sette giorni. Il santo Eustrazio rimase in vita per quattordici giorni, poiché era abituato al digiuno fin dalla giovinezza. Soffrendo la fame, non toccò comunque né cibo né acqua. L’empio Giudeo, vedendo di aver perduto il denaro pagato per i prigionieri, decise di vendicarsi sul santo monaco.
Si avvicinava la luminosa Festa della Risurrezione di Cristo, e il padrone giudeo degli schiavi celebrava la Pasqua giudaica con i suoi compagni. Egli decise di crocifiggere il santo Eustrazio. I crudeli torturatori schernivano il santo offrendogli di condividere il loro pasto di Pasqua. Il martire rispose: «Il Signore ora mi ha concesso una grande grazia. Mi ha permesso di soffrire su una croce per il suo Nome, proprio come Egli ha sofferto». Il santo predisse anche una morte orribile per quel Giudeo.
Udendo ciò, il Giudeo, fuori di sé dall’ira, afferrò una lancia e trafisse il santo Eustrazio sulla croce. Il corpo del martire fu tirato giù dalla croce e gettato in mare. I fedeli cristiani cercarono a lungo le sante reliquie del martire, ma non riuscirono a trovarle. Ma, per la Provvidenza di Dio, le reliquie incorrotte furono ritrovate in una grotta e operarono molti miracoli. Più tardi furono trasferite nelle Grotte Vicine del monastero delle Grotte di Kiev.
Si compì poco dopo la morte del santo martire Eustrazio la sua predizione che il suo sangue sarebbe stato vendicato. L’imperatore bizantino emanò un decreto con cui espelleva tutti i Giudei da Korsun, li privava dei loro beni e metteva a morte i loro anziani per aver torturato i cristiani. Il Giudeo che aveva crocifisso il santo Eustrazio fu impiccato a un albero, ricevendo il giusto castigo per la sua malvagità.



