Giovanni il chiaroveggente in Egitto
San Giovanni il Chiaroveggente d’Egitto nacque all’inizio del IV secolo. Visse nella città di Likopolis (Medio Egitto) e faceva il falegname. All’età di venticinque anni andò in un monastero, dove ricevette la tonsura monastica.
Per cinque anni san Giovanni visse in vari monasteri, poi, desiderando una completa solitudine, si recò nella Tebaide e visse sul monte Bolcha. San Giovanni trascorse quindi molti anni in solitudine, senza mai lasciare quel luogo. Parlava con i visitatori attraverso una piccola finestra, attraverso la quale riceveva anche il cibo e le altre necessità.
Dopo trent’anni di reclusione, san Giovanni ricevette da Dio il dono della chiaroveggenza. Predisse all’imperatore Teodosio il Grande (379-395) la vittoria sui suoi avversari Massimo ed Eugenio, e una vittoria militare sui Galli. Predisse anche i futuri avvenimenti nelle vite dei suoi visitatori e diede loro guida. L’asceta dava dell’olio santo ai malati che lo visitavano e li ungeva con esso, guarendoli da varie malattie.
San Giovanni predisse che lo storico Palladio, che scrisse la sua Vita, sarebbe diventato vescovo. La predizione del veggente si avverò, e Palladio fu fatto vescovo di Bitinia (Asia Minore).
San Giovanni, nelle sue istruzioni, comandava prima di tutto di avere umiltà: «Imitate la vita virtuosa dei santi Padri secondo la misura delle vostre forze e, se compite ogni cosa, non diventate troppo sicuri di voi stessi, né lodatevi. Poiché ci sono molte persone che raggiunsero la perfezione nella virtù e si gonfiarono d’orgoglio, precipitando dalle altezze nell’abisso.
«Esaminatevi attentamente per vedere se la vostra coscienza è pura, affinché la purezza non sia scacciata dalla vostra mente. Non permettete ai vostri pensieri di vagare durante la preghiera. Desiderate, per vanità, di acquistare una reputazione di asceti? Oppure volete avere soltanto l’apparenza dell’ascesi? Badate che nessuna passione vi domini. Badate che pensieri di cose mondane non entrino nella vostra mente durante la preghiera, poiché non c’è nulla di più stolto che pregare Dio con le labbra, mentre i vostri pensieri sono lontani da Lui. Ciò accade spesso a coloro che non rinunciano completamente al mondo, ma piuttosto cercano l’approvazione degli uomini. Un uomo la cui mente è consegnata alle cose mondane e periture non può contemplare Dio con i suoi occhi spirituali. Conviene che chi cerca Dio allontani la sua mente da ogni cosa terrena e diriga lo sguardo della sua intelligenza verso Dio. Colui che ha raggiunto un po’ di conoscenza di Dio (poiché nessuno può riceverla tutta interamente) è capace di acquisire la conoscenza di molte cose, e vedrà i misteri che la conoscenza di Dio gli mostrerà. Egli vede gli eventi futuri prima che accadano e, come un santo, riceverà gloriose rivelazioni. Opererà miracoli e riceverà tutto ciò che chiede a Dio.»
«Ama il silenzio, figlio, vivi sempre nella contemplazione divina e prega che Dio ti conceda una mente pura, libera da pensieri peccaminosi. È degno di lode l’asceta che vive nel mondo, pratica le virtù, rende bontà agli stranieri o distribuisce elemosine, o aiuta gli altri nel loro lavoro, o vive senza ira. Un tale uomo è degno di lode, poiché dimora nella virtù, adempiendo i comandamenti di Dio, senza però trascurare le cose terrene.»
«Chi lascia ad altri le cose transitorie di questo mondo è migliore e più degno di lode, poiché rinnega se stesso, prende la sua croce e si unisce a Cristo. Egli abbraccia costantemente le cose del cielo e fugge le cose terrene. Non permetterà a se stesso di essere distolto da nessuna altra preoccupazione. Un tale uomo, attraverso le sue buone opere e le lodi che offre a Dio, è libero e non incatenato da alcun legame. Sta davanti a Dio con sicurezza, e la sua mente non è distratta da altre preoccupazioni. Chi è in tale condizione conversa continuamente con Dio.»
San Giovanni arrecò grande beneficio spirituale alle persone con questi e simili insegnamenti salvifici, attraverso i suoi discorsi istruttivi e con il suo esempio personale nella vita angelica.
San Giovanni d’Egitto giunse alla vecchiaia e si addormentò nel Signore nel 395, all’età di novant’anni.

