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Berco presb. m.

03-26

Il presbitero Berco; il monaco Arpilo; i laici e le laiche Abibo, Agno, Reaso, Igatrax, Isceo (Iscus), Sila, Signico, Sonirilo, Suimbalo, Termo, Fillo (Filga), Batusio, Anna, Alla, Larissa, Monco (Manca), Uirko (Virko), Animais (Animaida), la regina Gaatha e la principessa Duklida, furono tra i ventisei martiri che furono uccisi dai Goti intorno all’anno 375 sotto Jungerich, persecutore dei cristiani. Antichi sinassari della Chiesa gotica raccontano il martirio di ventisei cristiani al tempo degli imperatori Valentiniano, Valente e Graziano. Lo storico Sozomeno dice che il re Atanarico si adirò vedendo i suoi sudditi abbracciare il cristianesimo a causa della predicazione del vescovo ariano Ulfila. Perciò, egli ordinò che molti di loro fossero torturati ed uccisi, spesso senza processo.

I ministri del re Atanarico posero una statua su un carro e la fecero sfilare davanti alle tende che i cristiani usavano per i servizi di chiesa. Coloro che adoravano l’idolo e offrivano sacrifici furono risparmiati, gli altri furono bruciati vivi nella tenda. Jungerich diede ordine di incendiare una chiesa durante i divini servizi. Nel rogo infernale perirono 308 persone, delle quali solo ventuno sono conosciute per nome. Vi era anche un uomo anonimo che venne alla tenda e confessò Cristo. Egli fu martirizzato con gli altri. Diversi manoscritti danno varianti dei loro nomi.

Al tempo di Valentiniano e Teodosio (383-392), la vedova del re gotico, Gaatha (che era cristiana ortodossa), e sua figlia Duklida raccolsero le reliquie dei santi martiri e le portarono in Siria con l’aiuto di alcuni presbiteri e di un laico di nome Tiella. In seguito, Gaatha ritornò nella sua terra natale, dove fu lapidata e morì come martire, insieme a suo figlio Agatone.

Le reliquie dei santi martiri furono lasciate a Duklida, che andò a Cizico in Asia Minore e diede parte delle reliquie per la fondazione di una chiesa. Santa Duklida morì in pace.

I santi martiri erano commemorati il 23 ottobre nei calendari gotici.