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Fileto

03-23

San Fileto era un dignitario alla corte dell’imperatore Adriano (117-138), persecutore dei cristiani. Per aver apertamente confessato la sua fede in Cristo Salvatore, san Fileto fu sottoposto a processo insieme a sua moglie, santa Lidia, e ai loro figli Macedonio e Theoprepio. Per ordine di Adriano, san Fileto fu mandato con la sua famiglia in Illiria, dal governatore militare Amfilochio, per essere torturato.

Amfilochio ordinò che fossero appesi a un albero e torturati con coltelli. In seguito furono rinchiusi in prigione insieme al carceriere Cronide, che aveva creduto in Cristo ed era stato anch’egli gettato in carcere. Un angelo venne da loro di notte e alleviò le loro sofferenze.

Il giorno seguente i martiri furono immersi in un calderone di olio bollente, ma l’olio si raffreddò all’istante e i santi rimasero illesi. Il governatore militare Amfilochio fu così stupito di questo miracolo che egli stesso credette in Cristo ed entrò nell’olio bollente dicendo: «Signore Gesù Cristo, aiutami!» e rimase illeso. Le torture furono ripetute quando l’imperatore Adriano giunse in Illiria. Gettarono di nuovo più volte i santi martiri nell’olio bollente, ma per la potenza di Dio rimasero vivi.

L’imperatore umiliato tornò a Roma, e i santi martiri resero grazie a Dio, poi consegnarono a Lui le loro sante anime.