Gabriele il minore im.
San Gabriele il Minore fu una figura importante nella Chiesa georgiana del XVIII secolo. Si conoscono pochi dettagli della sua vita, ma è evidente che l’educazione che ricevette fu piuttosto buona per il periodo. Pur tendendo alla vita monastica ma vivendo ancora nel mondo, Gabriele cercò in ogni modo di chiudersi alla vanità del mondo. Manteneva una piccola sartoria a Tbilisi e distribuiva la maggior parte dei suoi profitti ai poveri.
Un giorno san Gabriele abbandonò la sua attività e si mise in cammino verso il deserto di Davit-Gareji, dove fu tonsurato monaco.
San Gabriele dedicò molto del suo tempo alla scrittura, e le sue opere lasciarono un segno significativo nella letteratura spirituale della Georgia. Compilò diverse raccolte di scritti patristici e scrisse anche opere originali di carattere teologico. Tra i suoi scritti originali si annoverano una Spiegazione della Liturgia Gerarchica, che descrive in dettaglio il significato di ogni parte del servizio, Storie spirituali dei pii, La vita e le fatiche del venerabile schema-monaco Onisphore, Un breve racconto di Porfirio, e scritti sul Nomocanone del Sesto Concilio Ecumenico.
Tra i fratelli del suo monastero, san Gabriele si distingueva per una straordinaria capacità d’amore e un fervente desiderio di aiutare gli altri: aiutava tutti, si prendeva cura di tutti e incoraggiava tutti. Durante la Grande Quaresima del 1802, un certo arcidiacono giunse da Tbilisi al Monastero di Davit-Gareji, desiderando avvicinarsi alla via di vita ascetica. Dopo qualche tempo, però, fu preso dall’ansia di rivedere la sua famiglia e decise di tornare a casa. San Gabriele lo accompagnò lungo il cammino, ma i due uomini furono improvvisamente assaliti da daghestani e il santo padre fu ucciso. I fratelli riportarono le sue reliquie al monastero e le seppellirono là con grande onore.



