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Alessandro in Panfilia im.

03-15

Il ieromartire Alessandro era un sacerdote di Sίdē in Panfilia. Soffrì per Cristo durante una persecuzione al tempo dell’imperatore Aureliano (270-275). Quando il governatore Antonino arrivò a Sίdē, ordinò che padre Alessandro fosse condotto al suo cospetto per essere interrogato. Cominciò chiedendogli: «Chi sei tu?»

Il Santo rispose: «Sono cristiano, sacerdote, pastore del gregge razionale di Cristo».

Antonino continuò: «Dov’è questo gregge di Cristo?»

Il Santo rispose: «Cristo Dio ha creato tutti gli uomini che vivono nel mondo; quelli che credono in Lui sono le pecore del Suo gregge. Coloro che si sono allontanati dal loro Creatore, quelli come te, che adorano gli idoli, i quali sono forgiati da mani umane, non possono appartenere al Suo santo gregge. Nel Giudizio Finale, saranno posti alla Sua sinistra, insieme ai capri».

Il governatore gli disse: «Ora ti torturerò per due motivi; primo, perché tu mi mostri dove trovare quelli che credono in Cristo, e secondo, perché tu possa offrire sacrifici ai nostri dèi».

Di nuovo, Antonino chiese a padre Alessandro: «Chi era Cristo?»

Il Santo rispose: «Cristo è il Salvatore del mondo, Egli è Vita e Luce per quelli che credono in Lui».

Antonino disse: «Come può quest’uomo, che è morto su una croce, essere un Salvatore?»

Il santo Alessandro dichiarò: «È davvero mirabile e sorprendente che Egli abbia assunto volontariamente la Croce e la morte nella carne; la Sua Divinità ha infranto il potere dell’Ade e ha liberato quelli che vi erano tenuti prigionieri. Egli ha messo a morte la morte, ed è risorto dai morti. Non solo Egli stesso è risorto dai morti, ma ha anche risuscitato molti morti con Sé: “i sepolcri si aprirono e molti corpi dei santi, che erano morti, risuscitarono. E, usciti dai sepolcri dopo la Sua Risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti” (Matteo 27,52-53). Con Sé, Cristo ha risuscitato l’intero genere umano».

Antonino esclamò: «Sei impazzito? Come potrebbe un Giudeo tormentato, che non fu capace di aiutare Sé stesso, aiutare gli altri?»

Il Santo rispose: «Non io, ma tu stesso sei impazzito. Sei spiritualmente cieco, perciò non comprendi il mistero della nostra salvezza, compiuto da Cristo Signore».

Allora il governatore ordinò che il santo Alessandro fosse torturato. Fu percosso, tormentato sulla ruota e immerso in un recipiente di resina e olio bollenti, poi fu messo in una fornace ardente. Per grazia di Dio, il Santo fu preservato illeso. Quando fu gettato nella fornace, gli empi aguzzini videro tra le fiamme due giovani dal volto bello, che lodavano Dio insieme al Santo Martire. Erano Angeli, che raffreddavano le fiamme della fornace. Il popolo si meravigliò, perché sapeva che nella fornace era entrato un solo uomo, e ora ce n’erano tre.

Antonino, e quelli che erano con lui, considerarono tutti questi gloriosi miracoli come magia, perché non credevano all’onnipotente potenza di Cristo Dio. Uno dei servi del governatore credette in Cristo e cadde a terra davanti al Santo, supplicandolo di prenderlo con sé per essere con Cristo. Subito il tiranno uccise il suo servo con la spada.

Quando il santo Alessandro uscì dalla fornace senza alcun danno, Antonino ordinò che fosse appeso e trafitto con aguzze punte di ferro. Il Santo fu torturato finché il suo corpo divenne una grande piaga. Coloro che torturavano il Santo si meravigliavano della sua fermezza, dicendo: «Come può quest’uomo sopportare tali tormenti? Le sue ossa sono già esposte».

In seguito, il Santo fu tormentato nel fuoco una seconda volta, ma non ne ricevette alcun danno. Poi il suo corpo fu trafitto con punte di ferro e le sue viscere caddero fuori. Quindi il santo Alessandro fu gettato alle belve per essere divorato, ma le fiere non lo toccarono. Questo sofferente per Cristo sopportò molti altri amari tormenti, ma rimase saldo e coraggioso in tutti. Quelli che assistevano alle sue sofferenze erano stupiti dalla forza della sua pazienza, che superava ogni comprensione umana. Infine, il ieromartire Alessandro fu decapitato con la spada.

Appena Antonino si alzò dal suo tribunale, fu assalito dai demoni che aveva servito. I suoi servi lo portarono a casa, piangendo e singhiozzando lungo tutto il cammino. Non ebbero però il tempo di introdurlo in casa, poiché egli aveva esalato la sua vile anima.

Il santo Alessandro fu condotto nelle dimore celesti per abitare con Cristo, i Suoi Santi e i Suoi Santi Angeli. Quanto ad Antonino, fu gettato «nel fuoco eterno preparato per il diavolo e per i suoi angeli» (Matteo 25,41).

Dopo la decapitazione del santo Alessandro, Eustáthios, un uomo onesto e cristiano, prese il corpo molto sofferente del Santo Martire e lo seppellì con onore, glorificando e lodando Cristo Dio.