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Vitalio di Castronovo.

03-09

San Vitalio nacque nella città siciliana di Castronovo nel X secolo da genitori ricchi e pii, Sergio e Chrysoníkē, che lo allevarono secondo la Parola di Dio e si assicurarono che ricevesse una buona educazione.

Fin dalla giovane età, Vitalio amò Cristo e lo stato monastico, ed è per questo che fuggì al monastero di San Filippo ad Agira (l’antica Agyrion). Lì divenne monaco e ricevette lo Schema Angelico dopo aver vissuto una vita di ascesi e dopo aver progredito nella virtù per quindici anni. Durante questo tempo, fece pellegrinaggi a Roma, in Calabria e in altri luoghi santi. Infine, tornò in Calabria e intraprese ulteriori lotte ascetiche sul monte Liporachos. Lì incontrò l’asceta Antonio e visse con lui per un breve periodo. Poi si spostò da un monte all’altro, finché alla fine si stabilì nel monastero di Sant’Elia a Carbone.

Dopo alcuni anni, si recò in una grotta tra i monti Turri e Armento. Il Santo lottava giorno e notte, pregando e ascendendo a grandi altezze spirituali. Perfino le fiere del monte si avvicinavano a lui docilmente per ricevere la sua benedizione.

Lì fu visitato da San Luca di Demena, Sicilia (13 ottobre, 5 febbraio), con il quale pregò e discusse di questioni spirituali. 1

In seguito il Santo andò a Bari con il nipote Elia e si stabilì sul monte Turri, dove costruì una piccola chiesa. L’ultima dimora di San Vitalio fu nella regione di Rapolla, dove costruì un monastero. Lì trascorse il resto della sua vita, radunando attorno a sé una moltitudine di monaci.

San Vitalio si addormentò nel Signore pacificamente nell’anno 994.

1 San Luca d’Armento (13 ottobre, 5 febbraio) era un monaco in Lucania, Sicilia. Fondò il monastero dei Santi Elia e Anastasio il Persiano (22 gennaio) a Carbone, in Italia, e servì come suo primo igumeno. San Luca basò la sua Regola per la vita monastica sui Typika greci.