ven. Paolo il semplice
San Paolo il Semplice d’Egitto visse anch’egli nel IV secolo e fu chiamato il Semplice per la sua semplicità di cuore e mitezza. Era stato sposato, ma quando scoprì l’infedeltà di sua moglie, la lasciò e si recò nel deserto da Sant’Antonio il Grande (17 gennaio). Paolo aveva già 60 anni e, in un primo momento, Sant’Antonio non volle accoglierlo, dicendo che non era adatto alla durezza della vita eremitica. Paolo rimase fuori dalla cella dell’asceta per tre giorni, dicendo che avrebbe preferito morire piuttosto che andarsene di là. Allora Sant’Antonio accolse Paolo nella sua cella e ne provò la resistenza e l’umiltà con duro lavoro, severi digiuni, veglie notturne, canto continuo dei Salmi e prosternazioni. Infine, Sant’Antonio decise di sistemare Paolo in una cella separata.
Durante i molti anni di fatiche ascetiche il Signore concesse a San Paolo sia il dono del discernimento, sia il potere di scacciare i demoni. Quando portarono un giovane indemoniato a Sant’Antonio, egli condusse l’afflitto da San Paolo dicendo: «Io non posso aiutare il ragazzo, perché non ho ricevuto il potere sul Principe dei demoni. Paolo il Semplice, invece, possiede questo dono». San Paolo scacciò il demonio grazie alla sua semplicità e umiltà.
Dopo aver vissuto molti anni, compiendo numerosi miracoli, si addormentò nel Signore. È menzionato da San Giovanni, igumeno del Sinai (Scala 24,30): «Il tre volte beato Paolo il Semplice fu per noi un chiaro esempio, poiché era la regola e il modello della beata semplicità….»
San Paolo è commemorato anche il 4 ottobre.



