Passa al contenuto principale
San Talleleo, martire - immagine

San Talleleo, martire

02-27

San Thalelaios (Thallélaios) visse nel V secolo ed è uno degli Anargiri (Santi Medici senza argento). Era originario della Cilicia, in Asia Minore, ed entrò nel Monastero di San Savva il Santificato, dove fu ordinato presbitero. In seguito si trasferì in Siria, non lontano dalla città di Gabala, dove trovò un tempio pagano in rovina circondato da tombe pagane, e lì si stabilì in una tenda. Questo luogo aveva una cattiva fama, perché i demoni che lo abitavano spaventavano i viandanti e procuravano loro molti danni.

Qui Thalelaios visse, pregando giorno e notte nella completa solitudine. I demoni assalivano spesso il Santo, cercando di spaventarlo con apparizioni e rumori spaventosi. Ma per la potenza di Dio Thallélaios alla fine riportò la vittoria sul Nemico, dopo di che non fu più molestato. Allora intensificò ancora di più le sue fatiche: costruì una piccola cella alta tre piedi e larga due. Poiché era un uomo alto, non riusciva a sedersi eretto al suo interno, ma doveva riposare la testa sulle ginocchia. Rimase in questi angusti spazi per circa dieci anni.

Il vescovo Teodoreto di Cirro fece visita un giorno a San Thalelaios e lo trovò che leggeva il Vangelo. Gli chiese perché avesse scelto di vivere in quel modo. Il Santo rispose che aveva molti peccati e che avrebbe potuto ricevere il castigo eterno, perciò sperava di sfuggire a quei tormenti soffrendo volontariamente nella sua cella. Il vescovo se ne andò, grandemente edificato da questa risposta.

Il Signore concesse all’asceta il dono dei miracoli, e i suoi prodigi lo aiutarono a illuminare la popolazione pagana. Con l’aiuto di coloro che aveva convertito al Cristianesimo, distrusse il tempio pagano e costruì una chiesa nella quale si celebravano quotidianamente i servizi liturgici.

San Thalelaios si addormentò nel Signore in età avanzata intorno all’anno 460. Nel libro intitolato Leimonarion, o Pratum [Il Prato], scritto dal monaco greco Giovanni Moschos (+ 622), si menziona San Thallélaios: «Abba Thalelaios fu monaco per sessant’anni e non cessò mai di dire tra le lacrime: “Fratelli, Dio ci ha dato questo tempo per la penitenza, e dobbiamo cercare Lui”» (Capitolo 59).

La sua Vita è inclusa nella Storia Ecclesiastica di Teodoreto di Cirro.