San Tarasio, arcivescovo di Costantinopoli
San Tarasio, patriarca di Costantinopoli, era di illustre stirpe. Nacque e fu allevato a Costantinopoli, dove ricevette un’ottima educazione. Fu rapidamente promosso a corte dall’imperatore Costantino VI Porfirogenito (780-797) e dalla madre di Costantino, la santa imperatrice Irene (7 agosto), e il santo giunse al grado di senatore.
In quei tempi la Chiesa era agitata dai tumulti delle agitazioni iconoclaste. Il santo patriarca Paolo (30 agosto), sebbene in precedenza avesse sostenuto l’Iconoclastia, si pentì in seguito e rinunciò al suo ufficio. Si ritirò in un monastero, dove prese il grande schema. Quando la santa imperatrice Irene e suo figlio, l’imperatore, andarono da lui, san Paolo disse loro che il successore più degno di lui sarebbe stato san Tarasio (che in quel tempo era ancora un laico).
Tarasio per lungo tempo rifiutò, non considerandosi degno di un ufficio così elevato, ma poi cedette al comune consenso a condizione che fosse convocato un Concilio Ecumenico per affrontare l’eresia iconoclasta.
Dopo aver percorso tutti i gradi del clero in breve tempo, san Tarasio fu elevato al trono patriarcale nell’anno 784. Nell’anno 787 fu convocato il Settimo Concilio Ecumenico nella città di Nicea, con il patriarca Tarasio che presiedeva e 367 vescovi partecipanti. La venerazione delle sante icone fu confermata dal concilio. Quei vescovi che si pentirono del loro iconoclasmo furono nuovamente accolti dalla Chiesa.
San Tarasio governò saggiamente la Chiesa per ventidue anni. Condusse una rigorosa vita ascetica. Spese tutto il suo denaro in scopi graditi a Dio, nutrendo e dando conforto agli anziani, ai poveri, alle vedove e agli orfani, e nella Santa Pasqua preparava per loro un pasto e li serviva personalmente.
Il santo patriarca denunciò senza timore l’imperatore Costantino Porfirogenito quando questi calunniò la sua sposa, l’imperatrice Maria, nipote di san Filareto il Misericordioso (1 dicembre), per poter mandare Maria in un monastero, liberandosi così per sposare una sua parente. San Tarasio rifiutò risolutamente di sciogliere il matrimonio dell’imperatore, e per questo il santo cadde in disgrazia. Ben presto, tuttavia, Costantino fu deposto dalla propria madre, l’imperatrice Irene.
San Tarasio morì nell’anno 806. Prima della sua morte, i demoni esaminarono la sua vita fin dalla giovinezza e cercarono di indurre il santo ad ammettere peccati che non aveva commesso. «Sono innocente di ciò di cui mi accusate», rispose il santo, «e voi mi calunniate falsamente. Non avete affatto potere su di me».
Compianto dalla Chiesa, il santo fu sepolto in un monastero da lui costruito sul Bosforo. Molti miracoli avvennero presso la sua tomba.


