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San Maruta, vescovo, con i santi martiri di Martiropoli - immagine

San Maruta, vescovo, con i santi martiri di Martiropoli

02-16

San Maruta fu vescovo di Tagrith (Martiropoli), una città che egli fondò tra l’Impero Bizantino e la Persia. Era celebre per la sua scienza e la sua pietà, scrisse dei martiri e soffrì per la sua fede in Cristo sotto l’imperatore persiano Sapore. Lasciò anche altre opere in lingua siriaca, tra le quali le più famose sono: “Commento al Vangelo”, “Versi di Maruta”, “Divina Liturgia di Maruta” e “I 73 Canoni del Concilio Ecumenico di Nicea” (325) con un resoconto degli atti del Concilio.

Nell’anno 381 San Maruta partecipò al Secondo Concilio Ecumenico a Costantinopoli, convocato contro l’eresia di Macedonio. Nel 383 prese parte al Concilio di Antiochia contro i Messaliani.

Negli anni 403-404 San Maruta si recò a Costantinopoli per supplicare l’imperatore Arcadio di proteggere i cristiani persiani. Fu inviato due volte dall’imperatore Teodosio il Giovane presso lo scià Izdegerd per assicurare la pace tra l’Impero e la Persia.

Nell’anno 414 San Maruta, avendo compiuto il suo dovere di inviato alla corte di Izdegerd, persuase lo scià ad assumere un atteggiamento favorevole verso i cristiani, e contribuì grandemente alla libertà dei cristiani in Persia. Ricostruì le chiese cristiane rase al suolo durante la persecuzione da parte del sovrano persiano Sapore. Ritrovò anche reliquie di santi che avevano sofferto il martirio e le trasferì a Martiropoli. Vi morì nel 422. Le reliquie di San Maruta furono poi trasferite in Egitto e collocate in uno skete della Madre di Dio.