San Martiniano
San Martiniano andò a vivere nel deserto all’età di diciotto anni, non lontano dalla città di Caesarea in Palestina. Per venticinque anni si dedicò alle fatiche ascetiche e al silenzio, e gli fu concesso il dono di guarire le malattie e di scacciare i demoni. Tuttavia il Nemico del genere umano non cessava di turbare il santo asceta con varie tentazioni.
Un giorno una prostituta sentì alcuni cittadini di Caesarea parlare della vita virtuosa di San Martiniano, e chiese loro perché ne fossero meravigliati. Disse che egli era andato a vivere nel deserto perché non poteva sopportare le tentazioni della carne in città. Inoltre fece con loro una scommessa, affermando che con la sua bellezza avrebbe potuto far cadere questo pilastro di virtù e sedurlo.
Una notte ella venne da lui, vestita di abiti cenciosi, fingendo di essersi smarrita nella tempesta e chiedendo ospitalità. A malincuore, il santo le permise di entrare nella sua cella, perché non voleva essere causa della sua morte. Entrò nella stanza interna della sua cella, dicendole che avrebbe dovuto andarsene al mattino. Dopo aver cantato i Salmi secondo la sua Regola, si coricò a dormire sul pavimento, ma fu disturbato da pensieri carnali. Nel frattempo, la malvagia ospite aprì la borsa che portava con sé e si cambiò, indossando i suoi bei vestiti e adornandosi di gioielli.
Quando venne il mattino, San Martiniano uscì per mandare via la donna. Sebbene fosse tentato dalla bellezza della donna, era deciso a non cadere nel peccato. Accese un fuoco e vi entrò dicendo: “Tu vuoi che io bruci nella tentazione, ma io non vi cederò. Piuttosto scelgo di bruciare in questo fuoco per preservare la mia purezza e sfuggire ai fuochi inestinguibili dell’Inferno”.
Santa Zoe
La donna rimase stupefatta fin dove San Martiniano era disposto a spingersi, e comprese quanto fosse malvagia. Si pentì e chiese al santo di guidarla sulla via della salvezza. Egli le disse di andare a Bethlehem ed entrare nel monastero fondato da Santa Paula (26 gennaio). Lì visse come monaca per dodici anni in severo ascetismo, fino alla sua beata dipartita. Il nome della donna era Zoe.
Dopo che le sue ustioni furono guarite, San Martiniano si recò su un’isola rocciosa disabitata, e vi visse sotto il cielo aperto per diversi anni, nutrito dai viveri che un certo marinaio gli portava di tanto in tanto. In cambio il monaco intrecciava per lui dei cesti.
Un giorno una nave fu distrutta da una violenta tempesta, e una donna di nome Photina approdò all’isola su alcuni pezzi del relitto. San Martiniano la aiutò a sopravvivere sull’isola. “Rimani qui,” le disse, “poiché io ti lascio pane e acqua, e tra due mesi verrà una barca a riportarti sulla terraferma”.
San Martiniano si rifiutò di restare sull’isola con la donna, ritenendo che sarebbe stato meglio annegare che bruciare di desiderio. Si gettò in mare e nuotò via, e una coppia di delfini lo trasportò fino alla terraferma. In seguito San Martiniano condusse la vita di pellegrino errante. Più tardi giunse ad Atene e si ammalò. Avvertendo l’avvicinarsi della morte, entrò in una chiesa e si distese sul pavimento. Dio rivelò al vescovo di Atene chi fosse San Martiniano, e il gerarca seppellì il suo corpo con onore. Ciò avvenne attorno all’anno 422.
Quanto a Santa Photina, ella non salì sulla nave quando giunse all’isola, scegliendo di restare lì da sola. Chiese al capitano della nave che sua moglie le portasse degli abiti da uomo e della lana, promettendo di fare dei vestiti per la sua famiglia. Chiese anche alla donna di portarle pane e acqua, oltre alle altre provviste.
Santa Photina visse sull’isola per sei anni, poi andò al Signore. Due mesi dopo la sua dipartita, il capitano e sua moglie trovarono le sue reliquie incorrotte e le portarono a Caesarea in Palestina. Egli ebbe una visione nella quale gli furono rivelati molti particolari della vita di Santa Photina, che egli condivise con il vescovo. Poi essi la seppellirono con grande onore e riverenza.



