San Melezio, arcivescovo di Antiochia
San Melezio, arcivescovo di Antiochia, fu vescovo di Sebaste in Armenia (ca. 357), e in seguito fu chiamato ad Antiochia dall’imperatore Costanzo per aiutare a combattere l’eresia ariana, e fu nominato a quella cattedra.
San Melezio lottò con zelo contro l’errore ariano, ma a causa delle trame degli eretici fu tre volte deposto dalla sua cattedra dall’imperatore Costanzo, che era stato circondato dagli Ariani e aveva accettato la loro posizione. In tutto questo san Melezio si distinse per un’eccezionale mitezza, e guidava costantemente il suo gregge con l’esempio della propria virtù e della sua disposizione benevola, ritenendo che i semi del vero insegnamento germoglino più prontamente su tale terreno.
San Melezio fu colui che ordinò il futuro ierarca san Basilio il Grande diacono. San Melezio inoltre battezzò e incoraggiò un altro dei più grandi luminari dell’Ortodossia, san Giovanni Crisostomo, che in seguito elogiò il suo già metropolita.
Dopo Costanzo, il trono fu occupato da Giuliano l’Apostata, e il santo fu di nuovo esiliato, dovendo nascondersi in luoghi segreti per la propria incolumità. Ritornato sotto l’imperatore Gioviano nell’anno 363, san Melezio scrisse il suo trattato teologico, «Esposizione della Fede», che facilitò la conversione di molti Ariani all’Ortodossia.
Nell’anno 381, sotto l’imperatore Teodosio il Grande (379-395), fu convocato il Secondo Concilio Ecumenico. Nell’anno 380 il santo era partito in viaggio per il Secondo Concilio Ecumenico a Costantinopoli, e giunse a presiederlo.
Prima dell’inizio del Concilio, san Melezio alzò la mano mostrando tre dita, e poi ritraendo due dita e lasciandone una sola estesa benedisse il popolo, proclamando: «Comprendiamo tre ipostasi, e parliamo di una sola natura». Con questa dichiarazione, un fuoco circondò il santo come un fulmine. Durante il Concilio san Melezio si addormentò nel Signore. San Gregorio di Nissa onorò la memoria del defunto con un elogio funebre.
San Melezio ha lasciato trattati sulla consustanzialità del Figlio di Dio con il Padre, e una lettera all’imperatore Gioviano riguardante la Santa Trinità. Le reliquie di san Melezio furono trasferite da Costantinopoli ad Antiochia.



