San Giorgio il Neomartire di Serbia
Il santo Martire Giorgio il Nuovo nacque da un’illustre famiglia bulgara, che viveva nella capitale della Bulgaria, Sredets (ora la città di Sofia). I genitori di san Giorgio, Giovanni e Maria, senza figli e ormai avanti negli anni, supplicarono il Signore di mandare loro un figlio. La loro preghiera fu esaudita, ed essi battezzarono il bambino con il nome del santo Grande Martire Giorgio (23 aprile).
Il giovane Giorgio ricevette un’ottima educazione, studiò con attenzione le Sante Scritture, ed era pio e casto. I suoi genitori morirono quando Giorgio aveva venticinque anni. In quel tempo la Bulgaria si trovava sotto il dominio dei Turchi, che convertivano con la forza i cristiani all’islam.
Un giorno, alcuni musulmani tentarono di convertire Giorgio. Misero sulla testa del santo un fez. Questo è un cappello circolare rosso che i musulmani indossano per entrare nella loro casa di preghiera. Ma Giorgio gettò il fez a terra. I Turchi condussero il martire dal loro governatore tra percosse e insulti.
Il governatore rimase colpito dall’aspetto e dall’atteggiamento di san Giorgio, e lo esortò ad accettare l’islam, promettendogli onori e ricchezze da parte del sultano Selim (1512-1520). Il santo confessò con audacia e fermezza la sua fede nel Signore Gesù Cristo, e rimproverò gli errori dell’islam. Il governatore, preso dall’ira, diede ordine di battere san Giorgio con delle verghe, ma il santo perseverò nella sua confessione di fede in Cristo.
Il governatore ordinò che le torture fossero aggravate. Il portatore della passione sopportò tutte le sue sofferenze, invocando l’aiuto del Signore Gesù Cristo. Poi condussero il martire per la città al suono del tamburo e tra le grida: «Non insultare Maometto e non svilire la fede musulmana».
Infine, fu acceso un grande fuoco nella città, per bruciare san Giorgio. Indebolito dalle sue ferite, il santo cadde a terra. Lo gettarono nel fuoco ancora vivo, e vi gettarono sopra cadaveri di cani, affinché i cristiani non potessero trovare le reliquie del martire.
Improvvisamente cadde una forte pioggia che spense il fuoco. Con il sopraggiungere dell’oscurità, il luogo dove il corpo del martire era stato gettato fu illuminato da una luce splendida. Fu concesso a un certo sacerdote cristiano di prendere le venerabili reliquie del martire per la sepoltura. Informato dell’accaduto, il metropolita Geremia, insieme al suo clero, si recò al luogo dell’esecuzione. Nelle ceneri del fuoco essi trovarono il corpo del santo martire Giorgio e lo portarono nella chiesa di san Giorgio il Grande Martire nella città di Sredets.
Il 26 maggio 1515 le sante reliquie di san Giorgio furono estratte dalla tomba, deposte in un’arca e poi portate nella chiesa, dove sono rimaste da allora. La Chiesa onora san Giorgio due volte durante l’anno: l’11 febbraio, giorno del suo martirio, e il 26 maggio, giorno del ritrovamento delle sue sante reliquie.



