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San Simeone di Russia

02-03

San Simeone, vescovo di Tver, discendeva dai principi di Polotsk. Fu il settimo vescovo di Polotsk e il primo vescovo della diocesi di Tver. La cattedra del santo fu dapprima a Polotsk, ma gli attacchi ostili e i conflitti con i principi lituani, e l’assassinio del principe di Polotsk (suo parente) nel 1263, lo costrinsero a trasferirsi a Tver (il principe Jaroslav Jaroslavich era diventato Gran Principe di Russia, e scelse Tver come sua città di governo).

San Simeone era benevolo e gentile con gli oppressi e i bisognosi, attento agli ordini monastico e sacerdotale, e uno zelante difensore della verità.

La Cronaca Nikoniana riferisce che questo santo vescovo era «esperto di medicina, e molto versato nei libri della Sacra Scrittura; era un maestro, un uomo virtuoso, sollecito per i bisognosi, le vedove e gli orfani, un difensore degli oppressi e liberatore di coloro che sono oppressi».

La storia ci ha conservato un dialogo di San Simeone con il principe Costantino di Polotsk che, volendo fare uno scherzo sul suo tribunale, chiese al santo durante la cena: «Dove saranno i tribunali in quell’altro mondo?». Simeone rispose: «Anche quei tribunali saranno dove si trova il principe».

Al principe questo non piacque, e disse: «Un tribunale potrebbe giudicare ingiustamente, e prendere tangenti, o torturare la gente, e sarei io a fare il male?». Il vescovo gli spiegò: «Se un principe è buono e timorato di Dio, ed è sollecito per il popolo, e ama la verità, e nomina al suo consiglio uomini buoni, timorati di Dio, intelligenti e amanti della verità, quel principe sarà in Paradiso e il suo tribunale con lui. Se, invece, un principe è senza timor di Dio, e non si prende cura dei cristiani e non pensa agli orfani e alle vedove, e se nomina consiglieri malvagi, privi di integrità, al fine di procurargli denaro, quel principe sarà all’Inferno e il suo tribunale con lui».

San Simeone morì il 3 febbraio 1289.