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Traslazione delle reliquie di Ignazio il Teoforo - immagine

Traslazione delle reliquie di Ignazio il Teoforo

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La Traslazione delle reliquie del geromartire Ignazio il Teoforo: (cfr. 20 dicembre). Dopo che il santo geromartire Ignazio fu dato in pasto ai leoni nell’anno 107 per ordine dell’imperatore Traiano, i cristiani raccolsero le sue ossa e le conservarono a Roma.

Più tardi, nell’anno 108, le reliquie del santo furono raccolte e sepolte fuori dalla porta di Daphne ad Antiochia. Una seconda traslazione, verso la città di Antiochia stessa, ebbe luogo nell’anno 438. Dopo la presa di Antiochia da parte dei Persiani, le reliquie del geromartire Ignazio furono riportate a Roma e deposte nella chiesa del santo geromartire Clemente nell’anno 540 (nel 637, secondo altre fonti).

San Ignazio introdusse il canto antifonale nei servizi della Chiesa. Ci ha lasciato sette epistole archipastorali nelle quali ha dato istruzioni sulla fede, sull’amore e sulle buone opere. Esortò anche il suo gregge a conservare l’unità della fede e a guardarsi dagli eretici. Incoraggiò i fedeli a onorare e obbedire ai loro vescovi: «Dobbiamo considerare il vescovo come considereremmo lo stesso Signore». (Ai cristiani di Efeso 6)

Nella sua Lettera a Policarpo, san Ignazio scrive: «Ascolta il vescovo, se vuoi che Dio ascolti te… il tuo battesimo sia il tuo scudo, la tua fede un elmo, la tua carità una lancia, la tua pazienza come un’armatura completa». (Cfr. Ef 6,14-17 e Sapienza di Salomone 5,17-20. Vedi anche Scala 4,2)