Simeone l’antico del Sinai
San Simeone l’Antico fu così chiamato per distinguerlo da San Simeone lo Stilita (1 settembre). Egli praticò l’ascesi in Siria nel V secolo e, ancora bambino, si recò nel deserto della Siria e visse in una grotta in completa solitudine.
La preghiera incessante, la meditazione e la contemplazione di Dio erano la sua occupazione costante. L’asceta si nutriva soltanto dell’erba che cresceva attorno alla sua grotta. Quando la gente cominciò a recarsi da lui per ricevere guida spirituale, desiderando preservare il suo silenzio, egli lasciò la sua grotta e si stabilì su una delle montagne della catena degli Aman. Ma anche qui la sua solitudine fu turbata da molti visitatori. San Simeone si ritirò allora sul Monte Sinai, dove un tempo il profeta Mosè (4 settembre) aveva ricevuto da Dio la rivelazione.
Per divina Provvidenza, dopo un breve soggiorno sul Sinai, il santo asceta tornò ad Aman e fondò due monasteri: uno sulla cima del monte e l’altro alla sua base. Come capo di questi monasteri, San Simeone guidava i monaci, mettendoli in guardia contro gli inganni del Nemico del genere umano e insegnando loro come lottare contro le tentazioni. Li ispirava e li incoraggiava nelle fatiche ascetiche, destandoli al pensiero della loro salvezza. A causa della santità della sua vita, San Simeone ricevette da Dio il dono di compiere miracoli.
Dopo le molte fatiche della sua vita ascetica, San Simeone si trasferì a Dio attorno all’anno 390.

