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Dionisio dell’Olimpo. Sinassi dei Neomartiri russi. Gennadio di Kostroma - immagine

Dionisio dell’Olimpo. Sinassi dei Neomartiri russi. Gennadio di Kostroma

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Il santo Gennadio di Kostroma e Liubimograd, nel mondo Gregorio, nacque nella città di Mogilev in una famiglia ricca. Manifestò molto presto amore per la chiesa, e le sue frequenti visite ai monasteri suscitavano la preoccupazione dei suoi genitori. Gregorio, tuttavia, era fermamente deciso a dedicarsi a Dio e, cambiatosi in abiti stracciati, lasciò segretamente la casa paterna e si mise in viaggio per Mosca.

Egli visitò i luoghi santi di Mosca, ma non li trovò adatti al suo spirito e si diresse allora verso la regione di Novgorod. Il destino del futuro asceta fu deciso da un incontro con il santo Alessandro di Svir (30 agosto). Con la sua benedizione, Gregorio andò nella foresta di Vologda presso il santo Cornelio di Komel (19 maggio), che lo tonsurò con il nome di Gennadio. Insieme con il santo Cornelio, Gennadio si trasferì nella foresta di Kostroma. Qui, sulle rive del lago Sura, intorno all’anno 1529, sorse il monastero della Trasfigurazione del Signore, in seguito chiamato “monastero di Gennadio”. Divenuto igumeno, il santo Gennadio non allentò le sue fatiche monastiche, e insieme con i fratelli si occupava dei lavori del monastero: spaccava la legna, portava la legna da ardere, fabbricava candele e cuoceva le prosfore. Portava anche pesanti catene. Uno dei suoi compiti preferiti era la pittura di icone, con le quali adornava il suo nuovo monastero.

Per la sua vita santa il santo Gennadio ricevette dal Signore il dono della chiaroveggenza e dei miracoli. Recandosi a Mosca per affari del monastero, nella casa del nobile Roman Zakharin, il santo predisse a sua figlia Anastasia che sarebbe diventata zarina. In effetti, lo zar Ivan il Terribile la scelse come sua sposa.

La Vita del santo Gennadio fu scritta dal suo discepolo, l’igumeno Alessio, tra gli anni 1584-1587. In essa fu inserito il suo testamento spirituale, dettato dallo stesso santo Gennadio. In esso egli comanda ai monaci di osservare la Regola del monastero, di faticare continuamente, di essere in pace con tutti, e di conservare i libri raccolti nel monastero, sforzandosi di comprenderne il significato. Egli diceva: «Sforzatevi verso la luce e fuggite le tenebre».

Il santo Gennadio morì il 23 gennaio 1565 e fu glorificato dalla Chiesa il 19 agosto 1646.