b. Macario taum. di Zhabyn
San Macario di Zhabyn, Taumaturgo di Belev, nacque nell’anno 1539. Nei suoi primi anni fu tonsurato con il nome di Onufrio e, nell’anno 1585, fondò il monastero di Zhabyn dedicato all’Ingresso della Santissima Theotokos nel Tempio, presso il fiume Oka, non lontano dalla città di Belev. Nel 1615 il monastero fu completamente distrutto dai soldati polacchi agli ordini di Lisovski. Ritornato tra i resti bruciati, il monaco iniziò a restaurare il monastero. Radunò di nuovo la fraternità e, al posto della chiesa in legno, fu costruita una chiesa in pietra in onore dell’Ingresso della Santissima Theotokos nel Tempio (21 novembre), con un campanile presso le porte.
Il santo trascorse la vita in austeri combattimenti monastici, sopportando freddo, caldo, fame e sete, come riferiscono i registri del monastero. Spesso si inoltrava nel fitto della foresta, dove pregava Dio in solitudine. Un giorno, mentre percorreva un sentiero nel bosco, udì un fievole gemito. Si guardò attorno e vide un polacco sfinito, appoggiato al tronco di un albero, con la sciabola al suo fianco. Si era allontanato dal suo reggimento e si era smarrito nella foresta. Con voce quasi impercettibile, questo nemico, che poteva essere stato uno dei devastatori del monastero, chiese da bere. L’amore e la compassione sgorgarono nel cuore del monaco. Con una preghiera al Signore, conficcò il suo bastone nel terreno. Subito ne scaturì una fresca sorgente d’acqua, e diede da bere all’uomo morente.
Quando la vita esteriore ed interiore del monastero fu ristabilita, san Onufrio si ritirò dalla vita monastica comune e, avendo affidato la guida della fraternità a uno dei suoi discepoli, ricevette il grande schema con il nome di Macario. Per il luogo della sua solitudine scelse un punto lungo il corso superiore dell’affluente del fiume Zhabynka. Circa una versta separava la foce dell’affluente dalle rive del fiume Oka.
Le fatiche ascetiche di san Macario erano celate non solo al mondo, ma anche ai suoi amati fratelli. Morì nel 1623, all’età di ottantaquattro anni, all’ora in cui i galli cominciano a cantare. Fu sepolto di fronte alle porte del monastero il 22 gennaio, nel giorno della commemorazione di san Timoteo, nel luogo dove in seguito fu costruita una chiesa a lui dedicata.
Il libro degli Originali Iconografici ha conservato una descrizione di san Macario nei suoi ultimi anni: aveva capelli grigi con una piccola barba e, sopra la riassa monastica, portava il grande schema. La venerazione di san Macario fu istituita alla fine del XVII secolo, o all’inizio del XVIII. Secondo la Tradizione, le sue reliquie rimasero esposte, ma nel 1721 furono deposte in una cripta.
Nel XVIII secolo il monastero fu abbandonato. La memoria delle sue opere e dei suoi miracoli fu così completamente dimenticata, che quando le reliquie incorrotte del fondatore del monastero furono rinvenute durante la costruzione della chiesa di san Nicola nel 1816, su di esse fu celebrata una panichida generale. Il ripristino della commemorazione liturgica di san Macario di Belev è attribuito all’igumeno Iona, che nacque il 22 gennaio (Festa di san Macario) e che iniziò il proprio cammino monastico nel monastero di Optina, non lontano dal monastero di Zhabyn.
Nel 1875 l’igumeno Iona divenne superiore del monastero di Zhabyn. La sua richiesta di ristabilire la Festa di san Macario fu rafforzata dalla petizione del popolo di Belev, che nei secoli aveva conservato la propria fede nel santo. Il 22 gennaio 1888 fu ripresa la commemorazione annuale di san Macario di Zhabyn.
Nel 1889 fu costruita una chiesa dedicata a san Macario presso la sua tomba. L’igumeno Iona, che viveva nel monastero e partecipò direttamente alla costruzione, decise che, oltre ai lavori edilizi, sarebbero state anche rialzate le sante reliquie di san Macario. Quando tutto era ormai prossimo alla piena preparazione, san Macario apparve ai partecipanti e li ammonì severamente che non dovevano procedere con la loro intenzione, altrimenti sarebbero stati puniti. La memoria di questa apparizione fu conservata con riverenza tra i monaci del monastero.
San Macario di Zhabynsk è commemorato anche il 22 settembre.



