Eutimio conf.
L’igumeno Eutimio Kereselidze nacque nel 1865 nel villaggio di Sadmeli (regione di Racha) dai pii Salomone e Marta Kereselidze. Alla nascita gli fu dato il nome Evstate. Dopo aver completato gli studi alla scuola parrocchiale locale, il quindicenne Evstate viaggiò prima a Kutaisi, poi a Tbilisi, in cerca di lavoro. Con l’aiuto di altri giovani pii Evstate fondò a Tbilisi una sorta di “circolo di lettura” teologico. Gli obiettivi dell’organizzazione erano di rafforzare la fede ortodossa tra il popolo georgiano, comprendere meglio l’antica scuola del canto georgiano e diffondere la conoscenza di questa venerabile tradizione musicale presso il grande pubblico.
Negli anni 1890 l’organizzazione acquistò una tipografia con l’aiuto di Sant’Ilia il Giusto. Nei venticinque anni che seguirono, questi giovani pubblicarono con zelo testi teologici e li distribuirono gratuitamente al pubblico. Dopo qualche tempo Evstate decise di prendere su di sé il grave giogo del monachesimo, al quale si era preparato fin da giovane. Il suo padre spirituale, il venerabile Santo Alexi (Shushania), sostenne la sua decisione. Nel 1912, con la benedizione del vescovo Giorgi (Aladashvili) di Imereti, Evstate iniziò a faticare come novizio al Monastero di Gelati. Il 23 dicembre 1912 fu tonsurato monaco da un certo Antimos, igumeno del monastero. Gli fu dato il nome Eutime in onore di Sant’Eutime del Monte Athos. Nel maggio del 1913 fu ordinato ierodiacono.
Nel 1917 padre Eutime fu ordinato sacerdote dallo stesso vescovo Giorgi. Nell’orrendo anno 1921, subito dopo che i Comunisti ebbero preso il potere a Kutaisi, le autorità giudicarono padre Eutime inaffidabile e lo arrestarono. Ma, secondo la volontà di Dio, fu rilasciato per mancanza di prove contro di lui. In quell’epoca empia, il clero e i monaci del Monastero di Gelati si aspettavano ogni giorno abusi e persecuzioni. Ma il fedele ieromonaco Eutime perseverò nel suo lavoro, raccogliendo centinaia di antichi inni georgiani per una futura pubblicazione secondo la notazione occidentale.
Nel 1924 i Comunisti distrussero la Cattedrale del re Davit il Restauratore a Kutaisi. Più tardi nello stesso anno fucilarono e uccisero il metropolita Nazar di Kutaisi-Gaenati e il clero che serviva con lui. L’isteria aveva raggiunto il suo culmine. Padre Eutime progettò di lasciare il Monastero di Gelati e di trasferire gli antichi manoscritti con i quali aveva lavorato in un luogo più sicuro. In quel tempo migliaia di viaggiatori furono uccisi sulla strada tra Kutaisi e Tbilisi, ma padre Eutime trasportò in sicurezza se stesso e il suo carico di manoscritti da Kutaisi a Mtskheta, a breve distanza da Tbilisi.
Padre Eutime portò i manoscritti alla Cattedrale di Svetitskhoveli per metterli al sicuro, e fu presto nominato decano di quella parrocchia. Persino nel 1925, quando il catholicos-patriarca Ambrosi era imprigionato a Metekhi e le minacce contro il clero georgiano aumentarono notevolmente, padre Eutime continuò a custodire fedelmente gli antichi manoscritti. Trascrisse la musica dal sistema medievale di notazione neumatica al sistema di notazione su rigo in stile europeo. Allo stesso tempo, padre Eutime serviva come padre spirituale per le monache del Monastero di Samtavro, situato a breve distanza da Svetitskhoveli.
Nel 1929 padre Eutime fu trasferito al Monastero di Zedazeni, fuori Mtskheta. Portò con sé nella sua nuova dimora gli antichi manoscritti musicali, li nascose in recipienti di metallo e li seppellì sotto terra. Sei anni dopo, nel novembre del 1935, consegnò trentaquattro volumi di musica contenenti 5.532 canti e diversi manoscritti teologici al Museo Statale della Georgia.
Durante la Seconda guerra mondiale le condizioni nei monasteri georgiani divennero ancor più cupe. L’igumeno del Monastero di Zedazeni, l’archimandrita Mikael (Mandaria), stava portando cibo ai monaci di Saguramo quando i Comunisti lo fucilarono e lo uccisero per aver violato il coprifuoco che avevano imposto.
Il giovane monaco Parten (Aptsiauri) fu falsamente accusato e arrestato. Dopo la deposizione dell’anziano Saba (Pulariani), padre Eutime fu l’unico monaco rimasto a Zedazeni. I figli spirituali di padre Eutime, le monache del Monastero di Samtavro, si presero cura di lui mentre invecchiava. Nell’inverno del 1944 la monaca Zoile (Dvalishvili) e alcune altre andarono a fargli visita a Zedazeni e lo trovarono a letto, indebolito.
Dopo poco tempo padre Eutime rese pacificamente la sua anima al Signore. Padre Eutime fu sepolto nel cortile del Monastero di Zedazeni, vicino al santuario della chiesa.
Una parte della sua ricca biblioteca fu trasferita a Samtavro. Ancora oggi là si conservano diversi dei manoscritti originali degli inni che egli trascrisse nella notazione in stile europeo.
L’antica scuola del canto georgiano è preservata fino a oggi principalmente grazie alle intrepide fatiche dell’igumeno Eutime. Sant’Eutime (Kereselidze), come Sant’Eutime del Monte Athos dal quale prese il nome, dedicò la sua vita all’arricchimento della sua Chiesa madre. Come Sant’Eutime Taqaishvili, l’“Uomo di Dio”, mise i suoi talenti ed energie al servizio della preservazione dell’unico patrimonio spirituale della Georgia. Fu un monaco-asceta e uno studioso che pregava con fervore. (Diversi suoi trattati teologici sono conservati a Samtavro.) Fin dalla sua giovinezza Sant’Eutime fu per gli altri un esempio di verginità, umiltà e pazienza.
Il 18 settembre 2003 il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Georgiana dichiarò Eutime (Kereselidze) degno di essere annoverato tra i santi. Il Sinodo lo chiamò “Eutime il Confessore”, riconoscendo così la sua confessione della fede e il suo ruolo vitale nella conservazione della ricca tradizione del canto liturgico nazionale.



