Antonio fondatore del monachesimo in Georgia
Il nostro santo padre Antonio di Martqopi giunse in Georgia nel VI secolo insieme agli altri Tredici Padri Siriaci e si stabilì in Kakheti per predicare il Vangelo di Cristo. Portava sempre con sé un’icona del Salvatore “Non Fatta da Mani d’Uomo”. Antonio stabilì la sua dimora nel deserto, e i cervi lo visitavano ogni sera per nutrirlo con il loro latte.
Un giorno i cervi arrivarono prima del solito, e furono seguiti da un cerbiatto ferito. Era chiaro che qualcosa li aveva spaventati.
Quando Antonio ripercorse il sentiero degli animali, scoprì un nobile, capo di un vicino villaggio, che stava cacciando nei campi. Stupito nel vedere il vecchio monaco con la sua icona, in piedi in mezzo a una schiera di cervi, il nobile, essendo pagano, si convinse che fosse pericoloso e ordinò ai suoi servi di portarlo da un fabbro e di tagliargli le mani.
Antonio fu condotto subito dal fabbro, ma quando l’artigiano riscaldò la sua spada e la alzò sopra le mani del monaco per prepararsi al colpo, cadde all’improvviso e le sue braccia divennero come di legno.
Il fabbro spaventato divenne muto, ma il beato Antonio fece il segno della Croce su di lui ed egli fu immediatamente guarito.
Avendo sentito parlare di questo miracolo, il nobile comprese che abba Antonio era veramente santo, e cominciò a portargli rispetto. «Dimmi di che cosa hai bisogno, e io te lo procurerò», disse all’anziano Antonio. Il monaco chiese un solo pezzo di sale, e gli portarono due grandi blocchi. Egli ne staccò un piccolo pezzo e lo pose vicino alla sua cella per i cervi.
Dopo l’accaduto presso il fabbro, molte persone iniziarono a visitare Antonio, e il santo padre costruì un monastero per i fedeli.
Ma ben presto la loro attenzione divenne gravosa, ed egli, l’anziano Antonio, fuggì dal mondo verso la cima di una montagna. Lì cominciò a predicare dalla sommità di una colonna, dove sarebbe rimasto per gli ultimi quindici anni della sua vita.
Quando Dio rivelò a padre Antonio il giorno della sua dipartita, il monaco stilita radunò i suoi discepoli, impartì loro alcune ultime parole di sapienza, li benedisse e morì in ginocchio davanti alla sua amata icona.
Il corpo di sant’Antonio fu fatto scendere dalla colonna e sepolto nel monastero che egli aveva fondato, davanti all’icona della Theotokos.



