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Turbo e Jonilla mm.

01-16

I santi martiri Speusippo, Eleusippo, Meleusippo e la loro nonna Leonilla, insieme a Neon, Turbo e Jonilla, soffrirono il martirio in Gallia (secondo un altro racconto, in Cappadocia) nel II secolo, durante la persecuzione sotto Marco Aurelio (161-180).

Leonilla ricevette il Battesimo in età avanzata da uno dei discepoli di san Policarpo, vescovo di Smirne, e in seguito convertì a Cristo i suoi tre nipoti (che erano tre gemelli). I fratelli, nel loro zelo per il Signore, abbatterono gli idoli e rimproverarono i pagani per la loro stoltezza. Il giudice ordinò a Leonilla di andare in prigione e dire ai suoi nipoti di rinnegare Cristo e adorare gli idoli. Invece, ella li lodò per il loro coraggio e per la loro ferma confessione di fede. Tutti e tre furono appesi a un albero e poi flagellati. Infine, i martiri furono gettati nel fuoco, ma i loro corpi rimasero intatti dalle fiamme.

Dopo il tormento e la morte dei suoi nipoti, santa Leonilla fu decapitata con la spada. Anche santa Jonilla soffrì con lei. Vedendo la fede incrollabile dei santi martiri, dichiarò che anche lei era cristiana. I torturatori la appesero per i capelli, le lacerarono il corpo e poi la decapitarono. Ella lasciò il marito e un figlio ancora piccolo.

San Neon fu testimone delle imprese dei santi fratelli e scrisse un racconto delle loro sofferenze. Consegnò il suo manoscritto a Turbo e confessò apertamente di essere cristiano, per questo fu selvaggiamente percosso e morì a causa delle percosse.

San Turbo, dopo aver ricopiato le imprese dei portatori di passione, concluse anch’egli la propria vita col martirio. Questi martiri sono particolarmente venerati in Spagna, dove molte chiese sono a loro dedicate. Le reliquie dei santi martiri furono donate dall’imperatore bizantino Zenone a un nobile francese della città di Langres, dove ora riposano.