Teodulo b.
San Teodulo era figlio di San Nilo il Digiunatore (12 novembre), e mise per iscritto la strage dei santi Padri a Raithu nel V secolo. Quando era ancora bambino, San Teodulo lasciò il mondo e andò al Monte Sinai con suo padre.
Durante un assalto barbarico contro gli abitanti del deserto, il santo cadde nelle mani di briganti, che decisero di offrire il giovane in sacrificio all’aurora, che essi adoravano al posto di Dio. Ma il Signore salvò il ragazzo tramite le preghiere di suo padre, San Nilo. I barbari dormirono fino a dopo il sorgere del sole e, rinunciando all’idea di farne un’offerta sacrificale, portarono il giovane con loro.
Condotto dai briganti nella città di Eluza, San Teodulo fu riscattato dal vescovo locale, nella la cui casa fu poi ritrovato dal padre riconoscente. Benedetti dal vescovo e dai presbiteri, i Santi Teodulo e Nilo ritornarono al Monte Sinai, dove servirono il Signore fino alla fine dei loro giorni. Le loro reliquie incorrotte furono traslate a Costantinopoli sotto l’imperatore Giustino il Giovane (565-578) e poste nella chiesa dei santi Apostoli a Orphanotrophia.

