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Eupraxia di Tabenna. Neollina - immagine

Eupraxia di Tabenna. Neollina

01-12

Santa Eupraxia la Vecchia era la madre di Santa Eupraxia, fanciulla di Tabennisi (25 luglio). Era la moglie del pio senatore Antigono, che era parente dell’imperatore Teodosio il Grande (379-395). Dopo la nascita della loro figlia, la coppia decise da quel momento in poi di vivere come fratello e sorella. Distribuivano elemosine ai poveri, sperando di ereditare il Regno dei Cieli.

Dopo essere rimasta vedova, Santa Eupraxia si dedicò completamente al servizio del Signore. Dopo aver visitato diversi cenobi e aver largamente elargito elemosine, giunse al monastero di Tabennisi in Egitto, dove l’igumena era la monaca Theodula, nota per la sua regola severa.

Profondamente commossa dalla purezza della vita monastica, Santa Eupraxia si recava spesso in questo monastero e portava sempre con sé la figlia di otto anni. Le virtù e le preghiere dei suoi genitori attirarono sulla bambina una particolare grazia di Dio, così che ella desiderò consacrarsi a Dio. Con grande gioia di sua madre, l’igumena Theodula trattenne la giovane Eupraxia nel monastero e le diede la benedizione per ricevere la tonsura monastica.

Santa Eupraxia la Vecchia continuò le sue opere di carità e accrebbe i suoi digiuni e le sue preghiere. L’igumena Theodula, che possedeva il dono della chiaroveggenza, le preannunciò la sua prossima fine. Venuta a conoscenza della sua morte imminente, Eupraxia rese grazie al Signore per la Sua grande misericordia verso di lei. Diede l’addio alle sorelle del monastero e a sua figlia. La lasciò con queste parole d’addio: «Ama il Signore Gesù Cristo e porta rispetto alle sorelle. Non osare mai pensare che esse siano inferiori a te e debbano servirti. Sii povera nei tuoi pensieri, per arricchirti di tesori spirituali. Ricorda anche tuo padre e me, e prega per la salvezza delle nostre anime».

Dopo tre giorni la santa rese la sua anima al Signore (+393) e fu sepolta nel monastero, dove sua figlia proseguì le sue fatiche ascetiche.