Teofane il Recluso
George Govorov, il futuro Santo Teofane, nacque il 10 gennaio 1815 nel villaggio di Chernavsk nella provincia di Orlov, dove suo padre era sacerdote.
In un primo momento, George frequentò una scuola elementare a Liven, poi una scuola militare. Dal 1837 al 1841 studiò all’Accademia Teologica di Kiev, e probabilmente visitò più volte il Monastero delle Grotte. In tale ambiente, non fu sorprendente che ricevesse la tonsura monastica mentre era ancora studente. Dopo la laurea, lo ieromonaco Teofane fu nominato rettore delle scuole ecclesiastiche di Kiev, e in seguito divenne rettore del seminario di Novgorod. Prima di ritirarsi dall’insegnamento, padre Teofane prestò servizio come professore e Ispettore Assistente all’Accademia di Pietroburgo.
San Teofane non era pienamente soddisfatto del lavoro accademico, perciò chiese di essere sollevato dai suoi incarichi. Fu assegnato come membro della Missione russa a Gerusalemme. Dopo essere stato elevato al grado di archimandrita, divenne rettore del Seminario di Olnets. Ben presto fu nominato sacerdote capo della chiesa dell’ambasciata a Costantinopoli. Alla fine san Teofane fu richiamato in Russia per diventare rettore dell’Accademia di Pietroburgo e sovrintendente all’educazione religiosa nelle scuole laiche della capitale.
Il 9 maggio 1859 san Teofane fu consacrato vescovo di Tambov, dove istituì una scuola diocesana per ragazze. Durante il suo soggiorno a Tambov giunse ad amare l’appartato Monastero di Vysha nella sua diocesi. Nel 1863 fu trasferito a Vladimir e vi rimase per tre anni. Anche a Vladimir istituì una scuola diocesana per ragazze.
Il santo vescovo visitava le parrocchie di tutta la sua diocesi servendo, predicando, restaurando chiese e condividendo le gioie e i dolori del suo gregge. Era molto difficile per il vescovo Teofane vivere nel mondo e coinvolgersi in vane dispute mondane. Molti abusavano della sua fiducia, ma egli non riusciva a decidersi a rimproverare nessuno. Lasciava invece tali compiti spiacevoli all’arciprete della sua cattedrale.
Egli fu presente all’invenzione delle reliquie di San Tikhon nel 1861, e questo fece su di lui un’enorme impressione, poiché aveva molto in comune con quel santo. Aveva amato San Tikhon fin dalla prima infanzia, e parlava sempre di lui con grande entusiasmo. Quando San Tikhon fu glorificato come santo il 13 agosto, la gioia del vescovo Teofane non conobbe limiti.
Nel 1866 la sua richiesta di essere sollevato dai doveri di vescovo di Vladimir fu accolta. Fu nominato superiore del Monastero di Vysha, ma presto si dimise da quella posizione. Gli fu permesso di vivere lì e di celebrare i servizi quando lo desiderava. Ricevette anche una pensione di 1000 rubli.
Mentre si preparava a lasciare la sua diocesi, desiderava concentrarsi sulla propria salvezza e dedicarsi a un’ininterrotta comunione con Dio. Il 24 luglio 1866 diede l’addio alla sua diocesi, lasciando il mondo per una vita di reclusione, e per dedicarsi alla scrittura di libri spirituali. Attraverso questi libri, san Teofane è divenuto il benefattore spirituale di tutti i cristiani ortodossi. Benché cercasse il Regno di Dio e la Sua giustizia (Mt 6,33), gli fu pure aggiunta la fama di scrittore di grande importanza per il mondo intero.
Il vescovo Teofane scrisse molti libri, ma non ricevette alcun profitto dalla loro vendita. Cercò di mantenerli il più possibile a buon mercato, ed essi andavano esauriti rapidamente. Scrisse su argomenti che altri prima di lui non avevano trattato in modo completo, come il modo di vivere una vita cristiana, come vincere le abitudini peccaminose e come evitare la disperazione. Cercò di spiegare sistematicamente i gradi della perfezione spirituale, come uno che lui stesso aveva percorso questi vari stadi. Alcuni dei suoi libri includono “La vita spirituale e come accordarsi ad essa”, “La via della salvezza” e “Lettere sulla vita spirituale”. Tradusse anche la Filocalia in cinque volumi e “Le omelie di San Simeone il Nuovo Teologo”.
Per i primi sei anni nel monastero, il vescovo Teofane partecipò a tutti i servizi, compresa la Liturgia mattutina. Rimaneva immobile in chiesa con gli occhi chiusi affinché non fosse distratto. Spesso celebrava la Liturgia nelle domeniche e nelle feste.
A partire dal 1872, interruppe ogni relazione con le persone (eccetto che con il suo confessore) e non lasciò più la sua cella per andare in chiesa. Costruì una piccola cappella nei suoi alloggi e la dedicò al Battesimo del Signore. Per dieci anni vi servì nelle domeniche e nelle feste. Negli ultimi undici anni della sua vita servì ogni giorno da solo. A volte cantava, e a volte rimaneva completamente in silenzio.
Ogni volta che qualcuno lo visitava per affari, il vescovo Teofane rispondeva con il minor numero di parole possibile, poi si immergeva nuovamente nella preghiera. Se qualcuno gli mandava del denaro, egli lo distribuiva ai poveri, tenendone solo una piccola parte per acquistare libri.
Ogni volta che non era impegnato a scrivere o a pregare, il vescovo recluso lavorava come falegname o dipingeva icone. Riceveva da venti a quaranta lettere al giorno, e a tutte rispondeva. Era in grado di discernere la condizione spirituale di ciascun mittente, e poi dava risposte dettagliate alle domande di coloro che lottavano per la salvezza delle loro anime.
La sua vista si deteriorò negli ultimi anni, ma non ridusse il suo lavoro a causa di ciò. La sera, l’assistente della sua cella preparava tutto perché il vescovo servisse la Liturgia la mattina seguente. Dopo aver terminato la Liturgia, il vescovo Teofane bussava al muro per segnalare all’assistente di servirgli il tè. Nei giorni in cui non vi era digiuno, pranzava all’una del pomeriggio. Questo consisteva in un uovo e un bicchiere di latte. Alle quattro prendeva un po’ di tè, e poi niente più cibo per quel giorno.
Il vescovo Teofane cominciò ad indebolirsi all’inizio del 1894. Stava ancora scrivendo nel pomeriggio del 6 gennaio, ma quando l’assistente della cella venne a controllarlo alle 16:30 trovò che il vescovo era partito per il Signore.
Il corpo di san Teofane rimase per tre giorni nella piccola chiesa della sua cella, poi per altri tre giorni nella cattedrale. Tuttavia non vi era alcuna traccia di corruzione. Fu deposto nella chiesa di Kazan del Monastero di Vysha.
Diversi libri di san Teofane sono stati tradotti in inglese, e sono affidabili guide spirituali per i cristiani ortodossi di oggi. Il dono di san Teofane era la capacità di presentare la sapienza dei Padri in termini che la gente moderna può comprendere. Poiché visse vicino al nostro tempo, molti lettori trovano i suoi libri “più accessibili” rispetto alla letteratura patristica più antica. Egli tratta la vita dell’anima e la vita del corpo come un tutto unificato, non come due elementi separati, e rivela agli uomini il cammino della salvezza.



