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Gregorio di Nissa

01-10

San Gregorio, vescovo di Nissa, era il fratello minore di San Basilio il Grande (1 gennaio). La sua nascita e la sua educazione avvennero in un periodo in cui le dispute ariane erano al culmine. Avendo ricevuto un’ottima educazione, fu per un certo tempo insegnante di retorica. Nell’anno 372 fu consacrato da San Basilio il Grande come vescovo della città di Nissa in Cappadocia.

San Gregorio fu un ardente difensore dell’Ortodossia, e combatté l’eresia ariana insieme a suo fratello San Basilio. Gregorio fu perseguitato dagli ariani, che lo accusarono falsamente di uso improprio dei beni della Chiesa, e in tal modo fu privato della sua sede ed esiliato ad Ancyra.

L’anno seguente San Gregorio fu nuovamente deposto in contumacia da un concilio di vescovi ariani, ma continuò a incoraggiare il suo gregge nell’Ortodossia, vagando da un luogo all’altro. Dopo la morte dell’imperatore Valente (378), San Gregorio fu restaurato alla sua cattedra e fu accolto con gioia dal suo gregge. Suo fratello San Basilio il Grande morì nel 379.

Solo con grande difficoltà San Gregorio sopravvisse alla perdita del fratello e guida. Ten­ne per lui un’orazione funebre e completò lo studio di San Basilio sui sei giorni della Creazione, l’Hexaemeron. Quello stesso anno San Gregorio partecipò al Concilio di Antiochia contro gli eretici che si rifiutavano di riconoscere la perpetua verginità della Madre di Dio. Anche altri, all’estremo opposto, che adoravano la Madre di Dio come se fosse Dio stessa, furono denunciati dal Concilio. Egli visitò le Chiese dell’Arabia e della Palestina, che erano infettate dall’eresia ariana, per affermare l’insegnamento ortodosso riguardo alla Santissima Theotokos. Sulla via del ritorno San Gregorio visitò Gerusalemme e i Luoghi Santi.

Nell’anno 381 San Gregorio fu una delle figure principali del Secondo Concilio Ecumenico, convocato a Costantinopoli contro l’eresia di Macedonio, che insegnava in modo errato riguardo allo Spirito Santo. In questo Concilio, su iniziativa di San Gregorio, fu completato il Simbolo di Fede di Nicea (il Credo).

Insieme agli altri vescovi, San Gregorio confermò San Gregorio il Teologo come arcivescovo di Costantinopoli.

Nell’anno 383, San Gregorio di Nissa partecipò a un Concilio a Costantinopoli, dove pronunciò un’omelia sulla divinità del Figlio e dello Spirito Santo. Nel 386 era di nuovo a Costantinopoli, e gli fu chiesto di tenere l’orazione funebre in memoria dell’imperatrice Placilla. Ancora nel 394 San Gregorio fu presente a Costantinopoli a un Concilio locale, convocato per risolvere questioni ecclesiastiche in Arabia.

San Gregorio di Nissa fu un ardente difensore dei dogmi ortodossi e uno zelante maestro del suo gregge, un padre buono e compassionevole per i suoi figli spirituali e loro intercessore davanti ai tribunali. Si distingueva per la sua magnanimità, pazienza e amore per la pace.

Giunto a tarda età, San Gregorio di Nissa morì poco dopo il Concilio di Costantinopoli. Insieme ai suoi grandi contemporanei, i Santi Basilio il Grande e Gregorio il Teologo, San Gregorio di Nissa ebbe un’influenza significativa sulla vita della Chiesa del suo tempo. Sua sorella, Santa Macrina, gli scrisse: “Tu sei rinomato sia nelle città, sia nelle assemblee di persone, e in intere regioni. Le Chiese chiedono il tuo aiuto.” San Gregorio è conosciuto nella storia come uno dei più profondi pensatori cristiani del quarto secolo. Dotato di talento filosofico, vedeva nella filosofia un mezzo per una più profonda penetrazione nel significato autentico della rivelazione divina.

San Gregorio lasciò molti notevoli scritti di carattere dogmatico, nonché omelie e discorsi. È stato chiamato “il Padre dei Padri”.