Teopempto e Teonàs mm.
I santi Martiri Teopempto e Teonàs soffrirono il martirio a Nicomedia nell’anno 303. San Teopempto era vescovo a Nicomedia al tempo di Diocleziano. Parlando apertamente contro l’idolatria, difendeva la fede in Cristo. Per questo, divenne una delle prime vittime della persecuzione di Diocleziano.
Il santo rifiutò di obbedire all’ordine dell’imperatore di adorare un idolo di Apollo. San Teopempto fu gettato in una fornace rovente, ma per la potenza di Dio rimase vivo. L’imperatore si recò alla fornace di notte con un distaccamento di soldati, e là vide il santo vivo e intento a pregare Dio. Attribuendo il miracolo alla magia, Diocleziano pensò di sfinire san Teopempto privandolo di cibo e di bevanda per ventidue giorni, ma il martire fu preservato per volontà di Dio.
L’imperatore fece venire il famoso mago Teonàs per vincere la supposta potenza magica del vescovo Teopempto. Teonàs preparò un veleno per san Teopempto, lo mise in una focaccina e gliela offrì da mangiare. Il veleno non recò alcun danno a san Teopempto. Allora Teonàs provò un veleno ancora più forte sul martire. Vedendo che san Teopempto rimaneva illeso, venne a credere in Cristo. Lo gettarono in prigione insieme al santo vescovo, che lo istruì e lo battezzò, dandogli il nome di Sinesio (che significa “pieno di comprensione”).
All’alba Diocleziano convocò san Teopempto, e tentò ancora di ricondurlo all’empietà pagana. Vedendo che il vescovo rimaneva saldo nella sua fede, lo sottopose a molti crudeli tormenti, dopo i quali il santo fu decapitato. Il santo martire Teonàs rifiutò di offrire sacrifici agli idoli, perciò fu sepolto vivo in una fossa profonda. Questo avvenne a Nicomedia nell’anno 303.



